Sicurezza
«La fogna non si paga se il servizio non c’è» Publiacqua sconfitta
Sentenza del giudice di pace respinge le richieste in bolletta AcquaBeneComune esulta: «Lo diciamo da tempo»
Nuova sentenza del giudice di pace di Pistoia sulla questione della tariffa di depurazione applicata anche a chi alle fogne pubbliche non è stato mai collegato. E questa volta a vincere è stato il cittadino ricorrente: nel caso specifico il signor Giovanni Carangelo, 66 anni, residente a Le Querci, che non dovrà pagare la tariffa di depurazione dal 2015 all’ottobre 2016, per un totale di 185 euro e spiccioli. La sentenza, resa nota in questi giorni, è stata pronunciata dal giudice di pace Silvia Facchini.
Il principio che chi non è allacciato alla fognatura pubblica non deve pagare il relativo servizio in bolletta è stato sancito nel lontano 2008 dalla Corte costituzionale. Ma già l’anno successivo la legge 13/2009 forniva una ciambella di salvataggio alle aziende: per pretendere il pagamento del servizio fognatura non c’è bisogno che la fogna ci sia, basta che sia in corso di progetto o realizzazione. È la famosa tariffa D2. Ma la legge dice anche che per esigere la tariffa, occorre che l’azienda rispetti i tempi programmati di realizzazione degli impianti in questione. Nel caso dell’utente delle Querci l’intervento interessato è il potenziamento del depuratore centrale di Pistoia. Lavori iniziati nel luglio 2016 con termine previsto entro la fine di ottobre 2018.
Cosa ha verificato il giudice di pace? Che nelle bollette arrivate al signor Carangelo si era indicata l’esistenza del progetto di potenziamento soltanto alla fine del 2015, mentre negli anni precedenti era stata la stessa Publiacqua a certificare che l’utente non era servito dalla fognatura né vi erano progetti in corso. Ma soprattutto, dall’ottobre 2016 in poi, Publiacqua ha smesso di chiedere il pagamento della depurazione, anche se nulla, in sostanza, era cambiato: atteggiamento giudicato contraddittorio. Infine, secondo il giudice, Publiacqua non avrebbe dimostrato di aver rispettato i tempi previsti nell’ultimazione dei lavori al depuratore.
A salutare con soddisfazione la sentenza è l’associazione AcquaBeneComune, secondo cui «si comincia a far valere quello che le associazioni e i comitati dicono da tempo: se non c’è il servizio, non si deve pagare». Nella situazione dell’utente delle Querci ci sono moltissime famiglie. Secondo l’associazione, solo alle Querci, sono partite una decina di citazioni simili. —
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