Il Tirreno

Pistoia

Cambio al vertice per anticrimine, squadra mobile e immigrazione

Da sinistra, Davide De Servi, Giovanni Battista Scali e Gianfabrizio Moschini
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Da sinistra, Davide De Servi, Giovanni Battista Scali e Gianfabrizio Moschini

Arrivati alla questura di Pistoia due nuovi dirigenti

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pistoia. Due nuovi funzionari al lavoro da ieri mattina nella questura di Pistoia. Si tratta del vicequestore aggiunto Gianfabrizio Moschini e del vice questore aggiunto Davide De Servi, che andranno a dirigere, rispettivamente, la squadra mobile e l’ufficio immigrazione. Mentre il vicequestore aggiunto Antonio Fusco, per tredici anni a capo degli investigatori pistoiesi, sarà il nuovo dirigente della divisione anticrimine. A dare il benvenuto ai due nuovi arrivati, il questore Giovanni Battista Scali, che ha ringraziato Antonio Fusco per «l’encomiabile servizio prestato in questi anni alla squadra mobile».

Davide De Servi, nato a Pistoia 56 anni fa, ha sempre vissuto in Valdinievole. Ha prestato servizio a lungo al commissariato di Montecatini. In precedenza, dopo la dirigenza, a La Spezia, dell’Upgsp, ha diretto, a Lucca, l’ufficio immigrazione e l’ufficio di gabinetto, e, in ultimo, la divisione di polizia amministrativa.

Gianfabrizio Moschini è, invece, nato ad Arezzo nel 1975. Nel 2010, il suo primo incarico, al 7 reparto mobile di Bologna. Nel 2012, la dirigenza dell’Upgsp alla questura di Prato e, nel 2014, il trasferimento alla questura di Treviso come dirigente della Digos. Quindi, l’incarico, a Venezia, di vice dirigente della Digos, come funzionario responsabile della sezione antiterrorismo. Infine, il comando, nel 2019, della squadra mobile di Viterbo.

Tra le varie attività da lui dirette negli anni, l’ operazione “Munafiq (Venezia, marzo 2017, arresto di quattro jihadisti kosovari poi condannati con sentenza definitiva per terrorismo internazionale); l’arresto di due esponenti di Casa Pound per violenza sessuale di gruppo (Viterbo aprile 2019); l’arresto del cittadino americano responsabile dell’omicidio di via San Luca, a Viterbo, nel maggio 2019.

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Come detto, Antonio Fusco lascia la squadra mobile della questura dopo 13 anni, per andare ad assumere la dirigenza della divisione anticrimine della questura. Divisione che ha la funzione di coordinamento degli uffici investigativi provinciali della polizia di Stato e che si occupa di analisi e contrasto patrimoniale ai tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata. «Incarico – spiega – che mi consente di mettere a frutto l’esperienza maturata nel settore della polizia giudiziaria e la conoscenza del territorio acquisita in questi 13 anni».

Anni segnati da importanti casi risolti: i maltrattamenti all’asilo Cip Ciop; l’omicidio della giovane ballerina ritrovata morta in un cassonetto a Masotti; la morte per maltrattamenti da parte della moglie dell’ex vigile del fuoco Antonio De Witt; l’omicidio di Rosario Orefice, con il fratello Luigi condannato all’ergastolo; l’omicidio, a Sammommè, della 28enne Lamiae Chriqui. —

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