Gioco
Muore a 75 anni ex geologo Eni da otto era malato di sclerosi
Andrea Salvietti aveva girato tutto il mondo. Poi la pensione e la terribile malattia Il ricordo di Mauro Matteucci: «L’oblìo non ti cancellerà mai dai nostri cuori»
Uno degli ultimi post sulla sua pagina Facebook rimandava ad un gruppo creato per parlare di viaggi e di avventure nel mondo. Dopo che la sclerosi laterale amiotrofica (in sigla, Sla) l’aveva inchiodato su una sedia a rotelle, viaggiava soprattutto così, lui che i cinque continenti li aveva girati davvero, in lungo e in largo, quando faceva il geologo per l’Agip, poi divenuta Eni. Da ieri, la pagina Facebook di Andrea Salvietti, 75 anni, si è riempita di messaggi di cordoglio e di saluto. Perché lui, Andrea, ha dovuto alla fine arrendersi alla terribile malattia che dal 2013 sapeva di avere ma che ha sempre vissuto con grandissima forza di volontà.
Dopo la laurea in geologia, Andrea aveva iniziato ad insegnare nelle scuole medie. Ma ben presto scelse di abbandonare le aule per fare il geologo sul campo, entrando all’Agip, che si occupava di ricerca e di estrazione di idrocarburi in tutto il mondo. Così Andrea Salvietti iniziò la sua vita di “globetrotter”: dall’Asia all’Africa, dall’America del Nord e del Sud fino all’Oceania, oltre a tante missioni in Europa.
Ma la sua casa è sempre rimasta Pistoia, dove si era fermato dopo la pensione, insieme alla moglie Simonetta. Ma la Sla lo attendeva al varco: i primi sintomi, gli esami a raffica, infine la sentenza e l’inizio delle cure per rallentare l’evoluzione della malattia, prima a Pisa e poi all’ospedale San Jacopo di Pistoia. In questi ultimi anni è nato anche l’impegno di Andrea Salvietti per i diritti dei portatori di handicap, la vicinanza ad associazioni come l’Aisla e la Spalti. Perché Andrea, anche se sapeva che prima o poi la Sla avrebbe vinto, non si era fatto portare via la vita: attivo e curioso, si teneva aggiornato sulla ricerca scientifica riguardo alla propria malattia, leggendo direttamente in inglese gli studi più recenti.
Numerosi i ricordi e le testimonianze degli amici. Tra le altre, quella di Mauro Matteucci, responsabile del Centro Don Milani di Pistoia, che conobbe Salvietti al liceo classico Forteguerri.
«Ne ho sempre ammirato – scrive Matteucci a proposito del suo amico – la grande dignità nell’accettare la sua fragilità dinnanzi all’avanzare implacabile della malattia, che ha potuto vincere il suo corpo, ma, come dice un grande poeta africano, “la memoria è Padrona della Morte, la fessura nella sua corazza di vanità”. L’oblio non riuscirà mai a cancellare Andrea dai nostri cuori: come un giorno si unì a noi giovanissimi sui banchi di scuola, come anche nei suoi ultimi giorni ci ha inviato messaggi di perspicace intelligenza e tenace speranza, così ci accompagnerà nel difficile percorso che ancora ci rimane da compiere. Grazie, Andrea, di avere attraversato la nostra vita! Grazie, Simonetta, del tuo esempio di umanità e di cura per l’amato!» —
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