Sicurezza
Il mercato riparte dopo sette settimane con poca gente e ambulanti allo stremo
Tutti d’accordo gli operatori: «Qualcuno si è rivisto, però ci aspettavamo di più. Incassi pochi, ma le spese non si fermano»
Dopo quasi sette settimane di sospensione a causa della zona rossa, il mercato ambulante è tornato a invadere piazza del Duomo e le strade del centro. Attorno alle bancarelle, ieri, gente a sufficienza per ricomporre l’immagine tradizionale di una mattina di mercato. Ma troppo poca per le aspettative degli ambulanti, che speravano in una ripresa più vivace del consueto appuntamento bisettimanale in centro.
Soprattutto nelle prime ore della mattinata, il movimento c’è stato, anche se non sempre questo significa automaticamente acquisti. Ma via via che ci si avvicinava a mezzogiorno, il mercato è andato spopolandosi.
«Visto che per tanto tempo era rimasto chiuso – confessa Maurizio Innocenti – ci aspettavamo di vedere più persone stamani. Un po’ di gente in effetti è venuta, ma non basta».
Probabile che in tempi di contagi che non accennano a scendere, la paura di ritrovarsi in tanti in piazza abbia giocato a sfavore degli ambulanti. Anche se tutti portano la mascherina e offrono ai clienti gli erogatori di gel sanificante.
Non è entusiasta neanche Said Mirta, che da due anni viene a Pistoia. «Non c’è grande affare oggi – dice – è un problema. Perché è da più di un mese che siamo fermi. Gli incassi non arrivano, ma le spese ci sono lo stesso».
Il problema è lo stesso per tutti gli ambulanti. Chi più, chi meno, ma la categoria che ieri mattina ha riaperto i banchi all’ombra del campanile di San Zeno è allo stremo delle forze. Anche perché nelle settimane passate non era solo il mercato di Pistoia ad essere chiuso, ma anche tutti gli altri in provincia e, una settimana dopo, anche a Prato e dintorni. Insomma, incassi zero. «Non mi ero mai fatto sei settimane di ferie tutte di fila» ironizza Maurizio Innocenti.
Ma è un sorriso a denti stretti. «Oltre a Pistoia – racconta Francesca Monzecchi – ho posti anche a Prato e Montemurlo, ma lo scorso mese ho potuto lavorare soltanto due giorni. E in questo modo non si mangia. Perché tutti i mesi ho da pagare le rate del furgone, che ho comprato due anni fa. E poi c’è il mutuo».
Francesca conosce il mercato di Pistoia dal 1970, quando ci lavorava suo padre. Ma non ricorda di aver mai vissuto una crisi del genere. Sulla ripresa, riponeva molte aspettative. «È dalle tre che non dormo, per la tensione» confessa. Ma l’ottimismo alla fine prevale. «Abbiamo rivisto i vecchi clienti. Se riusciamo a ripartire, penso che ci si fa».
Pochi banchi più in là, Maurizio Innocenti articola l’analisi. «Il futuro? Dipende dalla risposta del mercato. Se la gente in questi mesi si è organizzata con gli acquisti on line, è chiaro che siamo noi a risentirne. In caso contrario, le possibilità ci sono. Questo mercato è qui da più di mille anni. Speriamo di ripartire». —
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