Sicurezza
Bocciati tre musei comunali Il punteggio era insufficiente
Non erano questioni burocratiche a impedire l’inserimento nel sistema nazionale Il Comune ha tempo fino a maggio per integrare la documentazione e rimediare
Elisa Pacini
PISTOIA. Non è stato un errore burocratico a fermare il percorso dei tre musei comunali di Pistoia verso il riconoscimento di siti “di interesse regionale” che dà il là all’entrata nel sistema museale nazionale. Il Museo del Novecento e Contemporaneo-Palazzo Fabroni, il Museo dello Spedale del Ceppo (di proprietà Asl ma gestito dal Comune) e la Casa- Studio Fernando Melani sono stati rimandati, per ora, perchè il loro punteggio risulta inferiore al minimo richiesto sulla base della documentazione fin qui presentata. A parlare di errore era stata l’assessore alla cultura Margherita Semplici, durante la conferenza stampa sulla nuova veste che avrà il Museo Civico, unico dei musei pistoiesi già inseriti da tempo nel sistema nazionale. La bocciatura degli altri siti museali pubblici della fu capitale della Cultura 2017, fanno sapere dalla Regione incaricata di fare la radiografia ai musei prima del pass d’accesso alla rete regionale e nazionale, è figlia del non raggiungimento degli 80 punti richiesti come minimo per entrare nel circuito. Per pochissimo nel caso del Fabroni e il Ceppo (che hanno totalizzato 77,6 punti), mentre più lontana è la Casa Studio Melani (67,4) che è dietro all’altro museo pistoiese rimasto fuori dalla lista e cioè il Museo del Ricamo (70,86). La corsa però non è chiusa. Lo stop inflitto ai tre musei comunali, a differenza del via libera avuto in prima battuta da PistoiaMusei (che raccoglie Palazzo de’ Rossi, Palazzo Buontalenti e Palazzo del Vescovi/Museo della Cattedrale) di proprietà della Fondazione Caript, può essere recuperato visto che la sessione è nuovamente aperta e c’è tempo fino a maggio per mettersi in regola o programmare migliorie future. Tutto è regolato dalla legge 113 del 2018 che introduce i criteri d’ingresso nel sistema nazionale. Per fare la domanda online bisogna rispondere a un lungo questionario fatto di 304 domande che chiedono il possesso di requisiti specifici. Per essere certificati bisogna raggiungere un minimo di 80 punti. Il massimo è 100, i 20 punti ulteriori vengono assegnati sulla base di progetti di sviluppo futuri. Dopo la prima fase, la Regione informa sull’esito del questionario e indica quali sono i requisiti mancanti in vista della chiusura definitiva della graduatoria. Il Comune di Pistoia, come gli altri enti rimandati, ha ancora tempo per dimostrare alla Regione (che fa da filtro per conto dello Stato) l’idoneità dei suoi musei.
Tra le 37 candidature dell’ultimo bando, come già specificato anche dall’assessore Semplici, il Comune di Pistoia è in buona compagnia tra i rimandati perché solo in sei sono state brillantemente promosse al primo appello. Tra queste le due che rappresentano i musei della Fondazione, un altro museo della provincia come il Museo della Carta di Pescia, poi il Museo del Carnevale di Viareggio, la Pinacoteca Civica e il Museo Guarnacci di Volterra. Esclusi illustri ad oggi Palazzo Medici Riccardi, l’Opera di Santa Maria del Fiore e anche il Museo del Calcio di Coverciano. A oggi sono 94 i siti toscani di interesse regionale che possono rientrare nei finanziamenti annui stanziati dall’ente per un milione complessivo che va poi ripartito ai singoli musei che percepiscono così una media di 10 mila euro l’anno. L’accesso al sistema museale nazionale, oltre che prestigioso, sgrava soprattutto i singoli musei dei costi della formazione del personale e nel supporto digitale. —
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