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La proposta delle Regioni per i ristori alle zone sciistiche

Carlo Bardini
La proposta delle Regioni per i ristori alle zone sciistiche

Nella modifica del decreto legge “Sostegni” inviata al governo si tiene conto  dei mancati guadagni dell’attuale stagione rispetto alle due migliori del triennio 

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Carlo Bardini

ABETONE. Regioni e province autonome hanno inviato la loro proposta al governo per la modifica del decreto legge “Sostegni” riguardo ai ristori per i comprensori sciistici. Il documento è stato approvato mercoledì pomeriggio. Il decreto originario del Governo favoriva essenzialmente le realtà alpine con il criterio di ripartizione esclusivo sulle presenze turistiche. Non ricomprendeva neppure tutti i comuni montani appartenenti a comprensori sciistici o con sede di impianto e non consentiva un effettivo ed equilibrato riparto delle risorse ai gestori degli impianti a fune e delle imprese.

La proposta unanime delle Regioni prevede invece ristori agli impianti di risalita (430 milioni) che saranno calcolati tenendo conto dei principi alla base dell’esperienza francese e di altri Paesi, la quale peraltro ha già ottenuto l’autorizzazione da Bruxelles, dove l’indennizzo è correlato ai mancati guadagni dell’attuale stagione rispetto alle due migliori del triennio. L’indicazione è che questi ristori siano liquidati dal governo, assieme a 40 milioni di contributi a favore dei maestri di sci. Per i 230 milioni destinati alle attività commerciali e turistiche, la metà riservati alle Province autonome, le Regioni propongono invece che siano loro stesse ad occuparsi delle distribuzione, anziché i Comuni. Inoltre chiedono per questo ultimo punto un ulteriore stanziamento di cento milioni. «C’è stato un dibattito molto intenso all’interno della commissione turismo tra gli assessori delle Regioni italiane – commenta l’assessore regionale Leonardo Marras – e sono soddisfatto per l’esito, affatto scontato. Gli operatori del settore avevano denunciato un effetto distorsivo della norma così come era stata scritta nel decreto e la maturità delle Regioni maggiormente favorite ha permesso di trovare una intesa positiva». Argomento affrontato anche dalla Lega appena pochi giorni fa in un comunicato a firma dell’europarlamentare Susanna Ceccardi, dell’onorevole Donatella Legnaioli, del consigliere regionale Luciana Bartolini e del sindaco di Abetone-Cutigliano Alessandro Barachini. «È nostro dovere lanciare un appello alla Regione Toscana e all’assessore Marras affinché la giunta regionale si impegni a garantire, per le località sciistiche del territorio, l’arrivo di una parte importante di risorse pubbliche che per la prima volta vengono destinate a tutte le categorie imprenditoriali colpite dalla chiusura degli impianti. Pur consapevoli –si legge nel comunicato della Lega – che le regioni alpine faranno la parte del leone, non possiamo permetterci di stare alla finestra abbandonando al suo destino l’Appennino tosco-emiliano. Chiediamo all’assessore Marras di far sì che al tavolo delle trattative venga fatto valere come criterio utile allo stanziamento dei fondi quello dei biglietti venduti dalle società impiantistiche e dal numero di impianti di risalita presenti nella località al posto del criterio delle presenze in hotel». Evidentemente la Regione Toscana si è già mossa. «Le imprese della montagna hanno visto totalmente azzerati i ricavi, in una stagione che avrebbe permesso invece durata e opportunità che difficilmente si ricordano negli scorsi anni per la presenza abbondante di neve – prosegue Marras – Anzi, in qualche caso hanno dovuto subire pure la violenza della tempesta e riparare poi anche quei danni. La proposta di modifica costituisce un passo significativo». —

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