Gioco
Oltre mille vaccini al giorno in Cattedrale «Così stiamo recuperando i ritardi»
La dottoressa Paola Picciolli ha lavorato anche la sera di Pasqua. «Attese anche di un’ora, ma lavoriamo per eliminarle»
Millecento vaccinazioni al giorno, grazie a medici e personale sanitario che si alternano su tre turni giornalieri di cinque ore ciascuno. Alla Cattedrale dell’area ex Breda l’ “operazione raddoppio” varata dall’Asl Toscana centro a partire dal giorno di Pasqua, è ormai decollata. L’obiettivo di superare i mille vaccinati quotidiani è stato centrato domenica e – con ogni probabilità – lo sarà stato anche ieri. Non sono naturalmente mancati i problemi: nella notte di Pasqua gli ultimi prenotati sono stati mandati a casa un’ora dopo rispetto al previsto. E anche ieri pomeriggio era esattamente lo stesso il ritardo con cui si procedeva. Nonostante il fatto che alcuni medici e infermieri abbiano lavorato anche 8-9 ore per recuperare.
«Capisco bene il disagio – spiega la dottoressa Paola Picciolli, che ha appena finito il suo turno nella Cattedrale – anche se stiamo cercando in tutti i modi di agevolare le persone. Ma con 15 ore ininterrotte di apertura e 1.100 vaccinazioni al giorno, un’ora di ritardo può anche starci. Anche se, ripeto, stiamo cercando di migliorare, perché alla fine l’orario di convocazione deve essere rispettato».
Paola Picciolli, medico del servizio di igiene pubblica e nutrizione dell’Asl, ha lavorato sia la sera di Pasqua che ieri pomeriggio. Ci parliamo alla fine del suo secondo turno in Cattedrale. Fuori, il grande parcheggio è quasi tutto occupato dalle auto. I posti comunque si trovano facilmente e le persone accompagnate – e sono molte – possono attendere sedute il loro turno. Comunque all’ingresso stazionano circa cento pazienti.
«Sì – spiega Picciolli – molti arrivano anche con largo anticipo. E questa struttura non aiuta a gestire gli ingressi». Ma dopo il primo smistamento, effettuato all’esterno dai volontari (ieri pomeriggio c’erano quelli della Vab), all’interno si svolgono le pratiche necessarie e poi si aspetta il proprio turno comodamente seduti. Insomma, tutto sembra funzionare abbastanza bene. «Questo è un grande lavoro di squadra, con i volontari all’accoglienza, i medici e il personale sanitario coinvolto. Dovevamo accelerare, e anche recuperare diverse sedute di vaccinazione che erano saltate per indisponibilità del prodotto. Ma direi che ci stiamo riuscendo. Da febbraio, qui alla Cattedrale, abbiamo probabilmente superato le diecimila vaccinazioni».
Che atteggiamento hanno le persone? «Complessivamente sono ragionevoli – risponde – magari qualcuno chiede informazioni sul vaccino AstraZeneca o manifesta la preferenza per un altro preparato. Si tratta allora di parlarci e spiegare loro che anche questo vaccino è valido».
Dopo l’iniezione, c’è una fase di attesa che va dai 15 minuti ai 30 nei casi di persone allergiche o simili. Avete riscontrato qualche problema? «Assolutamente no – dice Paola Picciolli – se si esclude qualche svenimento, ma per colpa soprattutto dello stress». —
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