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Pistoia

San Jacopo, la storia della città in piazza

San Jacopo, la storia della città in piazza

I figuranti della Compagnia dell’Orso, sbandieratori e musici, sono tra i protagonisti dei corteggi storici del 25 luglio

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PISTOIA. La Giostra dell’Orso è una riedizione moderna dell’antico Palio dei berberi, che si tiene a Pistoia fin dal XIII secolo ogni 25 luglio, giorno di San Jacopo. Una rievocazione storica nata nel dopoguerra, ma alla quale i pistoiesi si sono rapidamente affezionati. E anche se le forme della rievocazione possono essere suscettibili di discussione e spesso oggetto di polemiche, rimane il fatto che l’anima popolare di Pistoia si è rapidamente vestita degli sgargianti colori dei quattro rioni cittadini e anche nel XXI secolo non rinuncia, almeno per una sera, a respirare l’aria dei secoli passati, quando la città era una fiera protagonista dei conflitti endemici che affliggevano la Toscana.

Il momento clou per i pistoiesi rimane ovviamente la Giostra dell’Orso, che va in scena la sera del 25 luglio. Ma è la cornice storica, che fa rivivere le epoche della potenza di Pistoia, a conservare una indubbia suggestione, che se non dispiace ai pistoiesi, spesso entusiasma i turisti, specie stranieri.

I principali appuntamenti sono due, entrambi il 25 luglio, precedono lo svolgimento della Giostra e ne costituiscono un indispensabile preambolo. Un ruolo fondamentale nel creare la giusta atmosfera a questi eventi lo gioca la Compagnia dell’Orso, che da vent’anni anima le rievocazioni storiche cittadine, tra cui – il giorno di San Jacopo – la processione dei Ceri al mattino e il corteo storico prima della sfida in piazza. Protagonisti, i figuranti dei quatro rioni (Cervo bianco, Drago, Grifone e Leon d’oro, corrispondenti alle quattro porte cittadine). Ma anche gli uomini della Compagnia dell’Orso. Musici, sbandieratori (al centro della piazza nell’immagine del nostro Lorenzo Gori), ma anche spadari, arcieri, falconieri. Tutti vestiti di bianco e di rosso, i colori dello stemma cittadino. E un motto latino (Ego Me Ipse Regam) che rivendica l’autonomia e l’autogoverno della città. —

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