Il Tirreno

Pistoia

i nodi dell’accoglienza 

La Regione cerca enti e strutture per «decongestionare Vicofaro»

F.C.

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PISTOIA. Obiettivo “decongestionare Vicofaro”, entra direttamente in campo la Regione. Nel giro di un paio di settimane, l’ente guidato da Eugenio Giani pubblicherà un bando rivolto ad enti del “terzo settore” (privati con finalità sociali) perché mettano a disposizione immobili propri o in gestione dove accogliere, per un periodo fino a cinque mesi, «persone in condizione di vulnerabilità e difficoltà sociale in uscita dalla Comunità di Vicofaro».

«Si tratta – spiega una nota stampa della Regione – del modo scelto dal tavolo interistituzionale a cui hanno partecipato il prefetto di Pistoia, il sindaco, la direzione sanitaria dell’ Asl, la parrocchia di Vicofaro e la Regione». Quel tavolo di cui, solo pochi giorni fa, lo stesso don Biancalani lamentava la scomparsa. Secondo l’assessore regionale alle politiche sociali, Serena Spinelli, si dà in questo modo attuazione all’ordinanza firmata a ottobre dall’ex presidente Enrico Rossi, proprio nel suo ultimo giorno in carica. L’obiettivo è quello di trovare una sistemazione alternativa e provvisoria ad una parte consistente degli oltre cento migranti accolti a Vicofaro in situazioni precarie. La Regione ha deciso di stanziare duecentomila euro per finanziare il progetto, che richiederà comunque la copartecipazione per almeno il 10 per cento degli enti che risponderanno all’appello.

In questo modo si creeranno le condizioni per mettere in piedi su Vicofaro «piani di intervento integrati che portino al superamento dell’emergenza», grazie al coinvolgimento – specifica la Regione – degli enti locali e delle Società della salute territorialmente competenti». Un coinvolgimento, va detto, che finora non si è mai concretizzato realmente.

La speranza è che il futuro bando regionale abbia maggior fortuna di quello emesso il 22 ottobre scorso dalla stessa Asl Toscana centro, per trovare «foresterie/ostelli “sanitari” per accogliere le persone in sovrannumero » alloggiate a Vicofaro. Bando che rimase aperto per una settimana, ma al quale nessuno rispose.

Soddisfatto il commento della Diocesi. «L’ormai annosa complessità della situazione – si legge in una nota – necessitava di un forte intervento pubblico, soprattutto per agevolare il protagonismo del terzo settore. Del resto già alla fine dello scorso anno la stessa diocesi ha impiegato risorse e strutture, sottolineando con forza il tema della gestione operativa del progetto, anche se all'epoca non fu ritenuto opportuno dare seguito a tale disponibilità. Ci auguriamo che finalmente si possa dare un sostegno e una svolta all'esperienza del centro della parrocchia di Vicofaro». —

F.C.

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