La protesta
Comune e prefettura in rotta di collisione sul caso dei profughi
San Marcello. Le prefetture devono acquisire il parere scritto dell’amministrazione comunale territorialmente competente nel caso in cui si vadano a istituire centri per richiedenti asilo. Ma non è stato fatto. Un dato emerso in queste ore e che il sindaco Luca Marmo ha scritto sulla pagina Facebook istituzionale. Un elemento che fa vedere la questione dell’arrivo dei profughi nell’ex albergo Giardini da un’angolazione del tutto nuova.
«A seguito di una serie di approfondimenti condotti sulla normativa che fa da cornice all’istituzione di centri per richiedenti asilo – scrive Marmo sul social – abbiamo scoperto un aspetto di tutto rilievo. Secondo la mia interpretazione le prefetture, che conservano la prerogativa di istituire o non istituire tali centri, debbono, nell’ambito del procedimento, acquisire il parere scritto dell’amministrazione territorialmente competente, cosa che nel caso di specie non è stata fatta. Ho informato il prefetto del fatto che è intendimento dall’amministrazione recuperare questo sacrosanto diritto. Sarà quella l’occasione per formalizzare gli elementi di forte perplessità emersi nel corso del consiglio comunale. Poi la Prefettura, come previsto dalla legge, eserciterà le proprie legittime prerogative. Ma che almeno lo faccia a ragion veduta bilanciando bene i pesi e i contrappesi».
Affermazioni alle quali si unisce un lungo comunicato a firma del Partito democratico di San Marcello-Piteglio.
«Il sindaco Luca Marmo ha comunicato che la procedura seguita relativamente all’insediamento di un centro di accoglienza straordinaria presso l’ex hotel Giardini di San Marcello non ha rispettato quanto previsto dalla legge, che prevede la richiesta di un parere preventivo al Comune, mai richiesto dalla prefettura. La procedura incompleta adottata dalla prefettura – si legge ancora nella nota – fa emergere palesemente che il Comune non era coinvolto nella proceduta con prove alla mano. Il dibattito già fatto in consiglio ora consente al sindaco ed al Comune di mettere in atto un’azione che deve bloccare la procedura ed esprimere un parere che non può prescindere dai seguenti elementi. La collocazione, come già stato detto da tutti, non è nella condizione ottimale per la presenza del centro giovanile, la palestra, i giardini pubblici e il campo sportivo. La soluzione indicata provocherà ulteriormente un forte impatto sociale sulla comunità, come dimostrano il dibattito in corso e le firme raccolte». —
C.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
