Gioco
Addio tra le lacrime ai cani messi in vendita dal giudice
Da nove mesi i volontari del Rifugio gestito dall’Enpa si prendevano cura dei 12 animali sequestrati a un allevatore. Ma la loro mobilitazione non è servita
Valentina Vettori
Pistoia. Fino all’ultimo minuto, quando i portelloni delle due ambulanze sono stati chiusi, hanno sperato di poterli tenere con loro. Invece, quei dodici cani di cui per quasi un anno si sono presi cura, dopo averli accolti al Rifugio del cane di via Agati, sono stati portati via. A disporne il trasferimento, il tribunale di Siena, in seguito alla decisione di venderli all’associazione Animalia amo international, con sede nel Lazio. Lo stesso Tribunale che, nel giugno 2020, aveva sottratto quegli animali ai maltrattamenti di un allevamento di Monteroni d’Arbia, affidandoli alle cure dei volontari presenti nei canili di Murlo, in provincia di Siena, e di Pistoia.
A raccontare l’accaduto, con grande tristezza, è la presidente dell’Enpa di Pistoia, Rossella Ghelardini, che ieri mattina, insieme a diversi volontari del canile, ha voluto essere presente al momento in cui dodici dei tredici cani loro affidati (uno è rimasto perché bisognoso di cure specialistiche) sono stati portati via per essere consegnati all’associazione che li ha acquistati.
Nove mesi fa i cani, molto provati dopo il sequestro dall’allevamento in provincia di Siena, erano arrivati al canile di Pistoia, l’unico, insieme a quello di Murlo, resosi disponibile a prendersene cura. Come racconta la stessa Ghelardini, «con la speranza di trovargli una famiglia dove trascorrere il resto della vita, fin da subito l’Enpa si era attivata per ottenere l’affidamento definitivo dei cani. La nostra richiesta di averlo a titolo gratuito è stata respinta dal pubblico ministero incaricato, avanzandoci invece la possibilità di acquistare i cani con la formula di “proposta onerosa a titolo simbolico”. A quel punto ci siamo attivati con una raccolta fondi tra tutti i volontari. Il nostro desiderio era che i cani rimanessero da noi, perché per molti di loro erano già in corso possibili adozioni. Il tribunale, però, non ci hai mai più risposto».
Poi, a febbraio, la notizia dell’acquisto da parte di Animalia. «A quel punto – prosegue Ghelardini – l’Enpa nazionale ha presentato istanza in procura facendo presente che l’Enpa di Pistoia aveva già dato la disponibilità per l’acquisto. Contemporaneamente abbiamo contattato l’associazione Animalia per far loro presente il fatto che i cani erano con noi già da nove mesi, ma non ci hanno mai risposto. Francamente, in tanti anni non è mai capitata una cosa del genere. Anche perché, a mio modo di vedere, vendere animali che sono prima stati sequestrati non è accettabile».
Ieri mattina, però, alla stessa presidente di Enpa Pistoia i carabinieri del nucleo forestale di Siena hanno ritirato la custodia dei cani per procedere con il trasferimento con due ambulanze. «Mezzi – chiosa Ghelardini – che non erano a norma, come riportato nel verbale che ho con me e dove si legge che “in mancanza di autorizzazione a trasporto animali, la dottoressa Tarantino Chiara (del servizio veterinario di Pistoia, nda) autorizza i mezzi al trasporto dei 12 cani al solo fine della destinazione”. Se non ci fosse stata quella autorizzazione, i cani non si sarebbero mossi».
I volontari del Rifugio, comunque, non hanno intenzione di arrendersi. «L’Enpa nazionale – la presidente – procederà per quanto in suo potere per la difesa di quei cagnolini e per riportarli a Pistoia, dove sono stati accolti con grande amore e dove stavano già avendo una nuova vita». —
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