Gioco
Naviga in cattive acque la Società Lorenzo Pacini «I soci diano una mano»
Ma se le difficoltà economiche non verranno meno, si profila l’ipotesi di una vendita di beni immobili come i locali dell’ex Coop
Senza poter organizzare attività ricreative, senza poter percepire nemmeno un minimo di affitto e senza sapere cosa riserverà il futuro. La Soms (sigla che sta per Società operaia di mutuo soccorso) Lorenzo Pacini di Mammiano sta attraversando un periodo particolarmente difficile e solo alcuni giorni fa ha mandato una lettera a tutti i soci per chiedere loro una mano, accennando anche alla possibilità di alienare beni di loro proprietà, come ad esempio i locali della ex Coop.
Il Covid-19, con le relative restrizioni, sta mettendo in ginocchio le piccole realtà paesane come i circoli e le Soms che sono nate ormai più di un secolo fa per aiutare la popolazione e che adesso, senza poter svolgere quelle iniziative che porta no loro ossigeno anche economico, vedono messo a repentaglio il loro futuro.
Non è ancora il caso dell'associazione guidata da Andrea Vannucci, ma sia il presente che il futuro non sono certamente rosei. Anche perché continua a non esserci un vero ricambio generazionale nel consiglio direttivo, che porti nuova linfa alla antica Società operaia di mutuo soccorso.
«Il momento che stiamo attraversando – spiega Vannucci – è molto complicato e stiamo vivendo una fase delicata in cui anche i pochi introiti che riuscivamo ad avere in passato, adesso sono stati del tutto azzerati a causa del Covid-19 e non sappiamo quando sarà possibile tornare alla normalità. Non voglio certo esagerare, ma posso confessare che se la situazione non migliora velocemente il nostro futuro si profila incerto».
Ed è per questa ragione – prosegue Vannucci – che «non potendo nemmeno ritrovarci con la popolazione, giorni fa abbiamo mandato una lettera a tutti i soci chiedendo loro una mano ancora più forte che nel passato. Intanto con il piccolo gesto di rinnovamento della tessera e magari, senza obbligo, con il versamento di contributi aggiuntivi.»
Come si spiega nella lettera, la situazione attuale è di stallo. «Anche le nostre iniziative, come feste, mercatini del Ponte sospeso, carnevale, si sono improvvisamente fermate, senza sapere quando potranno ripartire. Oltretutto è ormai un anno che non possiamo fare affidamento sui piccoli introiti dovuti all'affitto dei locali».
La lettera fa appello all’importanza storica dell’associazione. Ma aggiunge che «quale soluzione ai problemi di carattere amministrativo, vi preghiamo di prendere in considerazione anche la eventualità di vendita di alcuni dei nostri locali, come già abbiamo fatto negli anni passati, con la precedenza, ovviamente, ai soci». Il riferimento è all'ex Coop mentre non sarebbe messo in vendita comunque l'edificio che ospitava la pizzeria “La Pacchia”. —
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