Il Tirreno

Pistoia

la testimonianza 

«Faticose le lezioni con la mascherina Ma a distanza è peggio»

F.C.
«Faticose le lezioni con la mascherina Ma a distanza è peggio»

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PISTOIA. Stefania Poggi se ne sta seduta sugli scalini del tribunale, in mezzo ai suoi due figli che inalberano cartelli con la scritta «Basta Dad». Tutti e tre sono una sintesi visiva delle ragioni e dei temi della manifestazione di ieri.

«Sono qui come mamma – dice – perché non sono per niente d’accordo con la Dad, la didattica a distanza. E lo dico per esperienza diretta».

I suoi bambini sono alle scuole elementari, fino a tre settimane fa hanno potuto frequentare, sia pure con tutte le precauzioni del caso. Poi la zona rossa in cui è sprofondata Pistoia ha chiuso le porte anche della loro scuola. «Non riescono a seguire la lezione – continua Stefania – non mantengono la concentrazione, non c’è socialità. Certo, anche prima non era semplice andare a scuola, con le mascherine e tutte le regole da rispettare per la sicurezza. Però comunque anche loro preferivano andare, rispetto a fare lezione da casa come sono costretti a fare adesso». I due piccoli confermano e stringono i loro cartelli.

Lì vicino, altri loro coetanei giocano su una coperta appositamente stesa sul selciato di piazza del Duomo dalle mani esperte di alcune delle mamme presenti. Perché sì, con le scuole chiuse, uno dei problemi è proprio quello che i bambini piccoli non hanno dove andare. Ma il problema – dicono mamme e insegnanti che si stanno alternando al microfono – non è tanto trovare loro un posto dove stare, ma essere costretti a rinunciare alla crescita umana e intellettuale che solo la scuola può offrire. Per questo, dalle elementari alle superiori, le scuole avrebbero dovuto essere le ultime a chiudere e le prime a riaprire. —

F.C.

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