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L’appello al governo Draghi «Ci faccia riaprire le scuole»
«È provato che l’epidemia non si diffonde attraverso le aule mentre così sono i nonni a dover badare ai nipoti e a trovarsi più esposti»
PISTOIA. «I nostri figli devono tornare a scuola. Lo dico da sindaco. Lo dico da padre». Il sindaco Alessandro Tomasi torna sulla richiesta, avanzata anche nei giorni scorsi al governo, di consentire la riapertura delle scuole, ora completamente chiuse nelle zone rosse.
«Anche gli ultimi studi sulla diffusione del virus – argomenta il sindaco sul suo profilo Facebook – confermano che la scuola in presenza non è il problema. Al governo chiedo per l'ennesima volta di riaprire. Sono i nonni, molti dei quali non vaccinati, a dover stare con i bambini in questo periodo di zona rossa, col paradosso che, alla fine, proprio i più fragili vengono maggiormente esposti al rischio contagio».
Per manifestare concretamente la propria richiesta, il sindaco si è recato ieri pomeriggio davanti alla scuola elementare Bertocci, in via Vivaldi, dove dallo scorso 8 marzo una mamma attacca cartelli scritti a mano per chiedere la ripresa delle lezioni in presenza. «Ho lasciato qui un Tricolore – scrive Tomasi – perché il nostro Paese deve ripartire da questi luoghi».
L’anonima mamma della scuola Bertocci ha tappezzato la recinzione che circonda la scuola di cartelloni con frasi di grandi pensatori, da don Lorenzo Milani ad Antonio Gramsci, sull’importanza dell’istruzione e della scuola. Lo stesso tema, in sostanza, sarà al centro della manifestazione convocata per stamani alle 10 in piazza del Duomo dal comitato “Priorità alla scuola”, dai Cobas scuola e dal coordinamento insegnanti precari: tutti in piazza per chiedere lo stop alla penalizzazione della scuola e maggiori investimenti nel settore, oltre che in sanità e nei trasporti.
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