Il Tirreno

Pistoia

i rischi per la salute 

«Prodotti alimentari destinati anche alla grande distribuzione»

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pistoia. «Lo scopo dell’attività d’indagine condotta è stato anche quello di tutelare la salute umana, perché i prodotti che venivano utilizzati sono considerati tossici. E con questi venivano trattati anche alimenti che finivano soprattutto nei punti vendita della grande distribuzione».

È il colonnello Fernando Baldi, comandante del gruppo carabinieri forestali di Pistoia, a sottolineare i rischi della commercializzazione e dell’utilizzo di fitofarmaci per i quali il ministero della sanità ha revocato l’autorizzazione. Revoca che spesso avviene in seguito ai risultati di nuovi studi scientifici sugli effetti di determinati prodotti, per il sospetto che le sostanze attive contenute – o la percentuale per litro delle stesse – possano rappresentare un rischio per la salute umana o animale o per l’ambiente .

Nel corso della conferenza stampa con cui è stata illustrata l’operazione è stato spiegato come il fatto che la normativa di settore preveda che i soggetti coinvolti nel commercio e nell’utilizzo di tali prodotti – proprio per la loro pericolosità per l’ambiente e per la salute pubblica – debbano essere muniti di apposito “patentino” esclude “l’ignoranza scusabile”. E questo conferma il dolo da parte delle aziende coinvolte: quelle che vendevano tali prodotti, risparmiavano i costi di smaltimento e fatturavano introiti da prodotti in realtà invendibili; quelle che li utilizzavano, risparmiavano in quanto pagavano all’incirca la metà, rispetto ai prezzi di mercato, prodotti che, in quanto più tossici, erano anche più efficaci.

Fatto sta che gli investigatori dei carabinieri forestali – come ha sottolineato il colonnello Baldi – hanno constatato come quello della vendita di fitofarmaci diventati illegali sia una pratica diffusa praticamente ovunque: l’indagine partita da Pistoia non ha coinvolto alcune province della nostra regione soltanto perché ciò avrebbe richiesto risorse eccessive, anche dal punto di vista della successiva gestione giudiziaria. Basti pensare che, oltre alle violazioni penali, nell’ottanta per cento delle aziende controllate sono state riscontrate anche violazioni amministrative. —

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di Redazione web