Gioco
Il grido di dolore dell’economia «Servono aiuti straordinari»
Tutte le associazioni di categoria pistoiesi si rivolgono al presidente Giani «Tra zona rossa prolungata e incertezze sul futuro, ormai siamo allo stremo»
PIstoia. Servono ristori straordinari a sostegno delle aziende della provincia di Pistoia che sono in zona rossa da due settimane. E che ci resteranno ancora, almeno per un’altra settimana. L’appello congiunto e accorato viene da tutte le associazioni di categoria con un documento inviato al presidente della Regione, Eugenio Giani.
L’appello è sottoscritto da Confartigianato Pistoia, Confcommercio Pistoia e Prato, Confesercenti Pistoia, Confindustria Toscana Nord e Cna Toscana Centro. Tutto il mondo economico pistoiese chiede al presidente Giani un incontro per confrontarsi e individuare le misure più urgenti da introdurre per gestire l’attuale emergenza.
«La provincia di Pistoia – scrivono le associazioni – è in zona rossa dallo scorso 27 febbraio e le prospettive vedono un susseguirsi di questa situazione per almeno una o due ulteriori settimane, fino ad arrivare alle restrizioni introdotte per il periodo della Pasqua». Una prospettiva realistica che verosimilmente “congelerà” o comprometterà l’attività economica almeno fino alla seconda settimana di aprile.
«Le imprese sono allo stremo – proseguono le categorie economiche – e ogni giorno in più di chiusura non fa che aggravare il rischio che gran parte di queste aziende non riescano a riaprire e ad arrivare alla fine del 2021. Questo tracollo economico determinerà ripercussioni sociali con migliaia di cittadini che perderanno il proprio posto di lavoro e conseguentemente la propria capacità di sostentamento. Ciò sta inevitabilmente portando il nostro territorio a scivolare istantaneamente dalla crisi sanitaria alla crisi economica e sociale peggiore dal dopoguerra ad oggi».
Questo il quadro drammatico in cui si trovano ad operare gli imprenditori. Da qui la richiesta di un confronto con la Regione e di aiuti sostanziosi: «Purtroppo è tardi per evitare un simile scenario, ma è essenziale fare tutto ciò che è possibile per arginarlo e non creare danni ancora più gravi alla vita stessa del territorio. Dopo un anno di pandemia, il susseguirsi di limitazioni e, ancor peggio, l’assenza di certezze per il futuro, serve un segnale forte da parte delle istituzioni. Per questo le associazioni di categoria chiedono ristori eccezionali, fondamentali per sostenere le aziende di fronte a difficoltà altrettanto eccezionali. O il pericolo sarà la perdita di gran parte del patrimonio economico e sociale dell’area pistoiese». —
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