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Con 119 perquisizioni conclusa l’indagine sulla pedopornografia
PISTOIA. Si è conclusa con tre arresti in flagranza, 116 denunce a piede libero, la scoperta di circa 28mila immagini e 8mila video a carattere pedopornografico e il sequestro di oltre 230 dispositivi informatici di varia natura (cellulari, tablet, hard disk, pc, cloud, account email e profili social) l’operazione della polizia postale nell’ambito della quale, l’11 marzo, era finito ai domiciliari un 41enne artigiano edile di Pistoia.
L’indagine, iniziata più di un anno fa dalla polizia postale di Reggio Calabria – sotto la direzione della procura della Repubblica distrettuale di Catanzaro, guidata dal procuratore capo Nicola Gratteri, e con il coordinamento del procuratore aggiunto Giancarlo Novelli – trova origine da segnalazioni di carattere internazionale su materiale illecito che riguardava minori abusati o vittima di violenze, la maggior parte dei quali in tenera età e, in alcuni casi, anche neonati.
Gli accertamenti informatici hanno consentito di dare un’identità agli username utilizzati in rete dai 119 indagati, a carico dei quali nei giorni scorsi sono state eseguite destinatari di altrettanti decreti di perquisizione personale, locale e informatica emessi dal sostituto procuratore Saverio Sapia. Perquisizioni compiute in 16 diverse regioni e 60 province. In tre di queste – fra cui quella al 41enne pistoiese – l’ingente quantitativo di media pedopornografici rinvenuti ha fatto scattare l’arresto in flagranza di reato.
A casa dell’artigiano edile la polizia postale di Pistoia ha trovato complessivamente quasi settecento video e più di trecento foto, scaricati nel corso degli anni dalla rete e archiviati nella memoria di due cellulari, di un pc e di un tablet.
Dopo l’interrogatorio davanti al gip del tribunale di Pistoia, all’uomo è stata poi applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Gli altri indagati nell’inchiesta abbracciano un’ampia forbice anagrafica, compresa tra i 18 e i 72 anni di età. Circostanza che, unita all’appartenenza a diversi contesti sociali, mette in risalto l’assoluta trasversalità del fenomeno criminale, che accomuna professionisti studenti, disoccupati, pensionati, impiegati privati e pubblici, compresi militari, un appartenente alle forze di polizia e una guardia giurata. —
M.D.
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