Gioco
Morta a 19 anni, il grido degli scout arriva fino al cielo per accompagnare Viola
La cerimonia al cimitero di Piteccio: ora il fazzoletto dei compagni avrà il colore del suo nome
PISTOIA. La mano destra all’altezza della spalla, l'indice, il medio e l'anulare tesi e uniti, come simbolo delle tre promesse scout. Tutti intorno al feretro, nel piazzale di fronte al cimitero di Piteccio, dove, ieri pomeriggio, si è radunata una piccola folla di gente. «Prometto sul mio onore, in ricordo di Viola, di costellare il mio quotidiano di pensieri e atti di pace. Così come Viola ha fatto durante la sua vita».
Il saluto scout non era mai stato così doloroso, prima. Come nel momento in cui quel saluto ha significato dire addio a Viola Mugelli, studentessa universitaria uccisa da un’embolia polmonare a soli 19 anni. Il fazzolettone intorno al collo (parte della divisa degli scout) di colore viola, come il nome di quell'amica che non rivedranno più. Viola come le corone di fiori appoggiate sul feretro e come il (nuovo) logo della sezione pistoiese del Cngei, l'Associazione scout laici, che ha cambiato il colore in onore della "lupetta" che non c'è più.
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Viola era arrivata nel gruppo a soli otto anni. E lì, tra i valori degli scout, era cresciuta. Anzi, era diventata una giovane donna piena di qualità. Vicino al feretro ci sono la madre Michela, il padre Mauro e la sorella Chiara. Un'ondata di affetto li avvolge, mentre ascoltano le parole di don Massimo Biancalani. «Questa nostra sorella ci ha insegnato valori importanti– ha detto il sacerdote poco prima della benedizione – ci ha consegnato le chiavi di molte virtù. E, per questo, dobbiamo seguire il cammino da lei tracciato. Non è morta, Viola. Lei è qui, vicino a noi. E ogni volta che la ricorderemo, nella mente e nei nostri cuori, lei sarà viva».
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Poi il capogruppo del Cngei di Pistoia, Luca Inzaina, si fa avanti. Come un padre, consola i suoi figli. Gli scout, quegli amici distrutti da dolore. Poi prende la parola. «Siamo qui per dire addio a Viola e ancora non ci sembra vero – dice, commosso – Viola era un esempio per grandi e piccoli: il suo sorriso e la sua disponibilità, il suo atteggiamento mite e garbato, le sue osservazioni, le sue intuizioni, la sua determinazione, il suo saper fare e saper essere, erano in grado di indicare la strada da seguire ai suoi tanti compagni di viaggio. Era una "lupetta", anche capo scout. Non poteva che essere così. Era una guida preziosa, un'amica sincera. Ci mancherà moltissimo».
Sui fazzolettoni spicca un piccolo fiocco viola, in suo ricordo. Gli scout formano un cerchio, al centro del piazzale. «Viola faceva parte della compagnia della fenice – precisa Inzaina – Adesso faremo sentire la nostra voce perché arrivi fino a Viola. Lassù». Un grido disperato, mentre gli scout piangono: «Risorgeremo dalla nostre ceneri. Più forti che mai». Anche Viola era forte. Lo hanno ricordato i genitori e pure gli amici: scoppiava di salute. Ma una disfunzione legata alla coagulazione del sangue - così ha stabilito l'autopsia - ha provocato l'embolia polmonare che l'ha uccisa. E ora resta solo il dolore per una vita spezzata troppo presto.
I genitori di Viola, Michela e Moreno, con la sorella Chiara, hanno deciso di organizzare una raccolta fondi in sua memoria, devolvendo il ricavato a due associazioni: la sezione pistoiese del Cngei (di cui Viola faceva parte) e pure al Rifugio del cane di Pistoia, dove molti anni fa aveva adottato la sua amata gatta, Fairytopia, morta alcuni mesi fa. Proprio per questo è stato istituito un conto corrente dedicato (Iban IT47B0800313802 000000218327 intestato a Michela Balducci e Chiara Mugelli con causale "per Viola").
Un ultimo sguardo al feretro che entra nel piccolo cimitero di Piteccio. Dove Viola riposerà. Per sempre. —
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