Gioco
Per l’ex scuola di Mammiano si avvicina la demolizione
Un tempo tra le migliori strutture della Montagna, da anni è in stato di abbandono Il Comune cercherà acquirenti, ma è poco probabile che qualcuno si faccia avanti
Quella di Mammiano era forse la più bella scuola nell'ex Comune di San Marcello, ma il suo destino pare proprio quello di essere demolita. Si parla dell'edificio che, ormai chiuso da circa una trentina d'anni, secondo l'amministrazione comunale guidata da Luca Marmo non può avere un impiego futuro. E nel giro di pochi anni, quindi, sarà distrutta lasciando al suo posto un'area a verde di cui tutti possono godere.
La ex scuola ospitava sia le classi elementari che quelle della materna ed è stata aperta fino al 1995, quando fu deciso di trasferire tutto a San Marcello.
Per i paesani è una ferita al cuore vederla chiusa e abbandonata, non ancora pericolante, ma ormai vittima di abbandono e degrado. Perché questa scuola ha segnato non solo la gioventù di quelli che adesso ragazzi non sono più, ma anche il periodo in cui la Montagna viveva il suo periodo di maggiore splendore.
«È vero che lo dico da mammianino – spiega Andrea Pierallini – ma quella era effettivamente una delle scuole più belle della nostra infanzia. Molto grande, con un esterno invidiabile ed una sala mensa. Passarci adesso e vederla abbandonata in questo modo piange il cuore a tutti coloro che come me l'hanno frequentata».
Fabiola Arcangeli, tuttora docente, in quella ex scuola ha insegnato poco prima che venisse chiusa. «Era una scuola bella e molto funzionale – racconta adesso – con un'area esterna significativa. È una tristezza vederla nelle condizioni in cui versa adesso, anche perché ogni scuola fa parte del cuore di un paese. Credo che a questo punto sia meglio la demolizione che proseguire nel tempo a vederla in questo stato».
Sui tempi della demolizione, l'amministrazione comunale non sa ancora pronunciarsi. «Prima di decidere definitivamente di demolirla – afferma comunque il sindaco Luca Marmo – è probabile che passeremo anche attraverso una procedura di pubblico interesse, per capire se ci sono soggetti privati interessati a rilevarla. Cosa a cui non credo, visto che non si è mai fatto vivo nessuno in questi anni. Però mi sembra corretto muoverci lungo questa strada».
«Pensare però di ristrutturarla – dice Roberto Rimediotti, assessore al patrimonio – è assurdo ora come ora. A parte il costo improponibile la domanda che dobbiamo farci è: a quale scopo? Adesso non ne vediamo. Quindi la soluzione è la demolizione, operazione inserita già nel programma triennale. È solo che anche demolire ha un costo e qui si parla di centinaia di migliaia di euro. Dovremo quindi trovare anche il modo di ottenere certe risorse. Per il futuro vediamo bene la riqualificazione dell'area a verde pubblico a beneficio della popolazione». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
