La protesta
Fiori e ricordi sul web per l’ultimo saluto a Enzo l’oste di tutti i pistoiesi
Non ci sarà una cerimonia funebre, il feretro del titolare della storica trattoria San Vitale è stato trasportato direttamente al tempio crematorio
PISTOIA. La serranda abbassata evoca tristezza. Ricorda che Enzo Marchettoni, storico titolare della trattoria “San Vitale” di via Puccini, non c’è più, che è stato ucciso dal Covid, a 68 anni. Per lui non ci sarà una cerimonia funebre: il feretro, venerdì 12 marzo, è stato traportato subito al tempio crematorio. Ma in tantissimi hanno voluto comunque dire addio a quell’oste che tante volte li aveva accolti nella sua trattoria con la sapiente arte dell’ospitalità. Con un pensiero sui social o con un fiore.
L’ingresso della trattoria, con la sua saracinesca abbassata, ha cominciato a colorarsi fin dalla sera di giovedì 11. Mazzi di fiori appoggiati sulla soglia, e alcuni messaggi affissi lì sulla fredda lamiera: «Ciao Enzino – si legge in uno di questi – I tuoi baffi non riuscivano comunque a nascondere la tua bontà. Ehi, se lassù qualcuno vuole un tavolo, tu digli: “Oh, c’è da aspettare dieci minuti”».
Quando se ne va un uomo come Enzo Marchettoni, è impossibile ignorare la sua morte. E abituarsi al fatto di non vederlo più, impegnato tra i tavoli a prendere gli ordini dei clienti. Da quel menù tradizionale che sapeva mettere tutti d’accordo. Così come il conto che, alla fine di un pasto, non scontentava mai nessuno. E se un funerale per Enzo Marchettoni non c’è stato, il tributo che ha ricevuto dai pistoiesi è immenso. Tanti, tantissimi i messaggi di cordoglio giunti alla moglie Patrizia e alla figlia Serena.
«Saremmo tornati presto, giusto il tempo di lasciar passare questa fase tremenda della pandemia e, con l’arrivo della buona stagione e la possibilità di tornare con parsimonia ad affacciarsi fuor di casa alla sera, avremmo salutato di nuovo Enzo, insieme alla moglie e alla figlia – scrive l’ex consigliere comunale di Pistoia, Alessandro Giovannelli – E, invece, il virus, terribile e implacabile, se l’è portato via. Mancherà, Enzo: il volto, spesso sorridente, qualche volta imbronciato, di un luogo che ha fatto la storia di questa città. Amato da generazioni di pistoiesi. Un caro saluto, Enzo; e un abbraccio ai tuoi cari. Mi rivolgo direttamente a te, come mi piace fare quando si tratta dell’ultimo saluto. Sono tante le cose che non dimenticherò, tutte legate a te e a quel luogo: le cene in gruppo, quelle prima di una riunione, gli incontri più o meno formali: se si decideva di farli davanti a un piatto di pasta, la scelta era Marchettoni. Un posto speciale dove andare con persone speciali. Per me è stato così fin dagli anni delle superiori».
«Enzo Marchettoni era un’istituzione pistoiese – è il messaggio che arriva da “Diversamente-cultura” – E ci trema la mano a dover usare il verbo all’imperfetto, perché abbiamo appreso che Enzo non ci potrà più accogliere nel suo locale. Non potremo più sentirlo borbottare all’altro capo della cornetta come quando chiamavamo per prenotare per più di cinque persone; non potremo più vederlo sorridere sornione quando facevamo una battuta, o quasi imbarazzato quando gli facevamo un complimento per le sue magnifiche costoline d’agnello; non potremo più ringraziarlo di più di quanto gli davamo a vedere, quando ci consegnava questi foglietti con la spesa irrisoria di un pasto eccellente». —
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