Gioco
Associazioni di volontariato in campo per aiutare l’Asl nelle vaccinazioni
Marco Pagli
PISTOIA. Per potenziare la campagna vaccinale in provincia di Pistoia scendono in campo anche le associazioni di volontariato. Misericordie, Pubbliche assistenze, Croce rossa, Società di soccorso pubblico si sono messe a disposizione per fornire spazi e personale in vista dell’incremento delle somministrazioni.
Nei giorni scorsi l’Asl Toscana Centro aveva bandito una manifestazione di interesse rivolta agli enti del terzo settore per reperire nuovi punti per i effettuare i vaccini i e operatori sanitari da impiegare nella campagna, che – con l’apertura alle categorie più fragili e l’allargamento della platea di persone che possono ricevere il siero AstraZeneca – dovrebbe subire a breve una decisa accelerata.
«In funzione dell’avvio e dell’implementazione su larga scala della campagna vaccinale contro il Covid – si legge nel documento dell’Asl – si rende necessario adottare misure organizzative di potenziamento dei servizi anche al fine di ampliare il numero dei possibili presidi per garantire la somministrazione del vaccino anti Sars-Cov-2 alla popolazione interessata».
In provincia si sono messe a disposizione la Rete degli ambulatori della Misericordia (Rami), le Pubbliche assistenze che fanno capo al comitato regionale Anpas e le sedi della Croce rossa che rientrano nel comitato toscano. Inoltre, la Società di soccorso pubblico di Montecatini, la Misericordia di Calsalguidi e Cantagrillo e la Misericordia di Uzzano, Santa Lucia e Torricchio.
L’elenco dei soggetti che hanno fornito la loro disponibilità rimarrà valido fino alla fine dell’anno.
Le associazioni, a seconda delle necessità e delle possibilità, possono essere coinvolte nella somministrazione a domicilio attraverso il loro personale, nella vaccinazione all’interno dei centri vaccinali già esistenti o in strutture delle associazioni stesse. Per ogni tipologia di servizio l’Asl ha previsto delle tariffe di rimborso. Per la vaccinazione all’interno di locali propri, i soggetti del terzo settore riceveranno 6,16 euro per ogni dose somministrata, nel caso di vaccinazione in locali messi a disposizione dall’azienda sanitaria 5,50 euro, mentre in caso di somministrazione all’interno di strutture residenziali o semiresidenziali con personale dell’associazione 11,50 euro.
Il personale coinvolto nell’operazione dovrà avere un «idoneo profilo professionale»: la somministrazione, cioè, può essere affidata a infermieri o assistenti sanitari iscritti ai rispettivi albi professionali, e comunque gli operatori dovranno essere formati per le attività che saranno chiamati a svolgere. All’interno di ogni punto vaccinale istituito all’interno delle sedi delle associazioni dovrà essere presente un medico, affiancato da personale amministrativo che gestirà le prenotazioni e l’accettazione. Sarà l’Asl, invece, a garantire la fornitura attraverso la farmacia ospedaliera delle dosi, che dovranno essere conservate in appositi frigoriferi. —
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