Toscana
Teppisti devastano la primaria “Rodari” Raid nella notte con furti e atti vandalici
La preside Angela Desideri: «Pavimenti imbrattati con aule e armadietti forzati, a vederla così mi sono sentita morire»
Massimo Donati
AGLIANA. Si sono arrampicati fino al tetto, e da lì, forzata la portafinestra di un’aula, sono entrati all’interno. E hanno devastato tutto. Spaccando, rubando e imbrattando ovunque con gli estintori. Rendendo di fatto la scuola inagibile fino a domani. È stato fra il tardo pomeriggio e la nottata di domenica che i teppisti sono entrati in azione alla scuola primaria “Gianni Rodari” di Agliana.
Un raid che, al di là dei danni causati e del valore della decina di notebook e tablet rubati, ha colpito al cuore l’intera comunità aglianese, non solo le famiglie dei seicento bambini che frequentano la scuola di via Puccini, soprattutto quelle degli alunni con esigenze particolari (circa una sessantina) che ieri mattina avrebbero dovuto frequentare in presenza e che sono stati necessariamente rimandati a casa.
«Sono rimasta sconvolta. Oltretutto quella è per me una scuola a cui sono particolarmente legata perché ci ho insegnato vent’anni. E a vederla in quelle condizioni mi sono sentita morire».
Non riesce a spiegarsi il perché di un simile gesto la dirigente scolastica Angela Desideri, responsabile dell’istituto comprensivo Sestini, di cui la primaria di via Puccini fa parte.
«Mi hanno chiamata i miei collaboratori scolastici – spiega – Già lì nell’atrio c’era il pavimento ricoperto dalla polvere degli estintori. E così era praticamente tutto il piano terreno, tutte le aule, la mensa, la palestra, gli spogliatoi... Non c’era un’aula che non fosse stata forzata, così come la maggior parte degli armadietti. E poi distributori automatici, veramente dilaniati con una violenza indescrivibile: addirittura ci hanno rotto due martelli per farlo».
La preside ha subito chiamato i carabinieri. Anche perché i teppisti hanno rubato soldi e computer. Non un bottino ingente a confronto dei danni causati, materiali e nell’animo.
«Avranno rubato sette o otto computer – spiega – un po’ di cavetteria, qualche fondo cassa. Un furto in sé non importante, ma è l’atto compiuto nei confronti della scuola che ci fa male. Erano entrati altre volte, ma mai si erano accaniti così. Quindi ci fa male perché la scuola è il cuore di un territorio e vederla così ferita, soprattutto in questi giorni nei quali siamo qui a chiuderle le scuole... L’ho vissuta come una violazione di un bene di tutti. Se non hai rispetto per le scuole... Pensi, nei corridoi, agli attaccapanni, c’erano i sacchettini con le scarpe che i bambini usano per andare in palestra: li hanno buttati tutti all’aria. Una cosa veramente triste».
Una sessantina, come detto, i bambini, appartenenti a quelle categorie per le quali è garantita la didattica in presenza, che ieri mattina erano stati accompagnati a scuola.
«Ovviamente i pochi bambini che erano autorizzati a frequentare li abbiano dovuti fare tornare indietro, perché non c’era un angolo di scuola dove poterli ospitare – spiega con rammarico la professoressa Desideri – C’era innanzitutto da togliere i detriti di quello che è stato rotto, da pulire e poi da sanificare. Non ce la faranno a finire neanche nel pomeriggio (quello di ieri, ndr). Purtroppo, con la didattica potremo ripartire solo mercoledì». —
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