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La provincia rimane la peggiore per la frequenza di nuovi casi
PISTOIA. I medici seguono con estrema preoccupazione l’andamento dell’epidemia in questi giorni in provincia. Le limitazioni della “zona rossa” non producono ancora risultati, mentre la crescita dei casi positivi è costante. Domenica 28 febbraio la conta si era fermata a 125 nuovi infettati, il giorno dopo era subito salita a 159, per poi mantenersi comunque intorno a questo livello nei giorni successivi. Venerdì il dato boom: 202 nuovi casi. E se sabato si era ridiscesi a 167, ieri il conteggio dei nuovi positivi è schizzato di nuovo verso l’alto, a 195.
Come tasso giornaliero di positivi per centomila abitanti, Pistoia ieri ha fatto registrare un valore di 66,7, che la conferma di gran lunga come la peggiore provincia della regione (a livello toscano il tasso è di 36,3).
È preoccupante anche il fatto che la situazione di emergenza coinvolga un gran numero di comuni. Ieri, infatti, tutti e venti sono finiti nella graduatoria dell’Asl Toscana centro, ciascuno con almeno un caso di positività (è il caso di Abetone-Cutigliano e di Chiesina Uzzanese). Ma la parte alta dell’elenco di comuni dell’Asl Toscana centro ordinati per tasso di infettati è tutto targato Pistoia. Al vertice i comuni di Larciano (186,9 casi su 100mila abitanti) e Lamporecchio (171,4). Seguono Montecatini (142,3) e Monsummano (110,7). Il capoluogo è quartultimo, con 31 casi positivi e un tasso di 34,8. —
F.C.
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