Il Tirreno

Pistoia

bando neve 2020 

Dalla Regione oltre 750mila euro agli impiantisti e ai maestri di sci

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Abetone. Oltre 750mila euro dalla Regione per la Montagna pistoiese, per le imprese che gestiscono le stazioni sciistiche. A fronte di uno stanziamento da parte della giunta regionale di un milione di euro per il “Bando neve 2020”, i progetti presentati dagli impiantisti della provincia di Pistoia sono stati finanziati con 769.663,46 euro.

Le domande presentate riguardano gli operatori che gravitano sul comprensorio di Abetone-Cutigliano, come Doganaccia 2000, Saf spa e Val di Luce Spa, che riceveranno uno stanziamento, a testa, di 173.786,13 euro. Maestri di sci Abetone ne avranno 86.033,17, Spir srl 69.585,97 e La Contessa srl 92.685,93.

«Naturalmente questo è un primo sostegno economico importante – spiega Andrea Formento, direttore Val di Luce Spa, nonché presidente nazionale di Federfuni Italia – ma sono soldi che si riferiscono a spese sostenute prima della pandemia sanitaria. Gli indennizzi relativi a questa fase del Covid-19 li stiamo ancora aspettando. E proprio per questo una delegazione numerosa di Abetone e Val di luce era presente questa mattina (ieri, nda) alla manifestazione di Firenze, al corteo che da Santa Croce andava in direzione della Regione».

Le somme erogate dovranno servire per coprire le spese per il funzionamento degli impianti e sostenere la capacità turistica dei territori interessati. Un aiuto che si intende concesso sotto forma di contributo a fondo perduto in conto esercizio, fino a un massimo dell’80 per cento delle spese sostenute dal 1° febbraio 2020 fino a fine novembre 2021.

«La Regione c’è e con atti concreti dimostra la propria vicinanza ad un settore in grande emergenza come quello degli impianti sciistici che è di vitale importanza per la nostra montagna – ha sottolineato la consigliera regionale del Partito democratico, Federica Fratoni – In un momento del genere veder arrivare oltre 750mila euro è un segnale notevole e che servirà, sicuramente, per risolvere alcune delle criticità dovute alla seconda stagione invernale consecutiva con gli impianti chiusi, alla luce del protrarsi dell’emergenza sanitaria».

«Come ho avuto modo di dire anche in occasione dell’incontro delle scorse settimane tenutosi ad Abetone con i referenti del settore – prosegue – questo è uno dei due ambiti sui quali lavorare e che ha subito dato risposte concrete; l’altro dovrà essere quello di dotare la nostra montagna di infrastrutture a 360 gradi in modo da poter pensare, in un futuro tutt’altro che remoto, anche a modalità di turismo più diffuso rispetto a quello attuale». —

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