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Nessun settore si salva dalla crisi economica Il bilancio del 2020
pistoia. Il 2020 si è chiuso con 27.849 imprese attive nella provincia di Pistoia: lo 0,6 per cento in meno rispetto al 2019. Una variazione maggiore rispetto alla media interprovinciale.
Queste, e altre, le cifre che la presidente della Camera di commercio di Pistoia-Prato Dalila Mazzi ha illustrato nel corso della riunione che la prefettura ha convocato nell’ambito del monitoraggio dello stato di salute del tessuto produttivo locale. Presenti in videoconferenza, il prefetto Gerlando Iorio, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali della provincia.
Dall’analisi dei dati, emerge un calo di imprese in tutti i settori, dall’agricoltura al turismo e ristorazione, dal manifatturiero al commercio. Si salvano il settore dei servizi, in particolare i servizi legati all’informatizzazione e quello delle costruzioni, con crescite contenute.
In generale il 2020 ha visto una sensibile contrazione dei flussi di iscrizioni e di cessazione rispetto alla media degli anni precedenti. «Un aspetto – spiega la Camera di commercio – che è certamente da ricondursi al periodo di sospensione delle attività durante la primavera e alle nuove restrizioni introdotte in autunno in corrispondenza della cosiddetta “seconda ondata” dell’emergenza sanitaria».
Tra i settori si riscontrano tendenze diverse, anche se quasi tutte con un tasso di crescita negativo, in primis, il settore turistico e della ristorazione, con un -3,8 per cento. A seguire, il settore dei trasporti (-3 per cento), il manifatturiero (-2,6), il commercio (-1,8) e l’agricoltura, silvicoltura e pesca (-1,4).
Andamenti particolarmente negativi si sono registrati nel manifatturiero, in particolare nell’industria alimentare, nell’industria tessile, nelle calzature e produzione di articoli in pelle e ancora nell’industria del mobile.
All’interno della provincia di Pistoia, la distribuzione territoriale del dato mostra tassi di crescita diversi tra i comuni. Il tasso di crescita è maggiormente negativo nel quadrante metropolitano (-0,4 per cento) rispetto a quello montano e della Valdinievole (entrambi -0,1).
Altro segno meno per le imprese giovanili: calate rispetto all’anno precedente addirittura del 6,6 per cento.
Al termine della riunione, i partecipanti hanno concordato di verificare la possibilità di intraprendere, in sede locale, ogni iniziativa utile per fronteggiare la situazione di criticità. —
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