Il Tirreno

Pistoia

emergenza casa 

Lavori arretrati per 17 milioni. Sensi: puntiamo sul superbonus

Fabio Calamati
Il Triangolo delle Fornaci fa parte del patrimonio gestito da Spes (Gori)
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Il Triangolo delle Fornaci fa parte del patrimonio gestito da Spes (Gori)

I piani del nuovo presidente Spes per far ripartire la società delle case popolari di Pistoia. «Presto l’incarico per il piano di risanamento. I Comuni dovranno impegnarsi»

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PISTOIA. Nei circa 2.200 alloggi pubblici esistenti in provincia, ci sono lavori arretrati di manutenzione ancora da fare per 17 milioni. E 7 sono urgenti. È questa, forse, la cifra che più di ogni altra certifica il fallimento della Spes (Società pistoiese per l’edilizia sociale), la società che gestisce gli alloggi di edilizia residenziale pubblica in tutta la provincia.

Lavori sempre rimandati – ne sanno qualcosa gli inquilini, che si lamentano da anni delle condizioni dei loro alloggi – perché la Spes non ha risorse da spendere. Anzi, è in condizioni di liquidazione, stando al bilancio 2019, che ha chiuso con una perdita di 3,6 milioni di euro e un patrimonio negativo di 1,8 milioni.

Colpa di alcune operazioni immobiliari fallimentari, ma anche di un modello di gestione che negli ultimi anni è finito al centro delle accuse. Perché la Spes ha, come unica entrata, gli affitti (109 euro al mese di media) degli assegnatari. E con questi soldi deve innanzitutto far fronte agli affitti e alle bollette non pagati dagli affittuari, anticipando direttamente anche le spese per acqua, luce e gas nei grandi condomini. Così in 15 anni si sono accumulati 3,5 milioni di debiti. Poi dovrebbe anche pensare all’ordinaria manutenzione, ma è chiaro che in questo quadro i fondi non si trovano.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: alloggi malconci, 150 case vuote ma da ristrutturare e che quindi non è possibile assegnare; e una società con i conti in profondo rosso. Colpa, va detto, anche di alcune operazioni andate male, come l’acquisto (nel 2005) dell’area ex Ricciarelli a Pistoia, costata 4,4 milioni di euro per farvi case, uffici e negozi mai nati e oggi stimata 2,6 milioni.

A tentare di cambiare le cose, da un mese e mezzo alla direzione della società c’è l’avvocato montecatinese RiccardoSensi, nominato dal sindaco di Pistoia al posto di Paolo Bechi. Lui e il nuovo consiglio di amministrazione si sono dati quattro mesi di tempo per quella che chiamano «operazione verità».

Punto primo: individuare, con un bando, una società specializzata che metta a punto il piano di risanamento della Spes, condizione necessaria per consentire ai Comuni della provincia di ricapitalizzare la società (serviranno almeno due milioni e mezzo di euro). A breve sarà scelto il vincitore che avrà tre mesi di tempo per redarre il piano. Punto secondo: entro un mese uscirà il bando con cui la Spes cercherà i soggetti privati disposti a rimettere in efficienza almeno un migliaio dei suoi alloggi attraverso il meccanismo del Superbonus 110 per cento: così la Spes potrebbe rimettersi in pari con le manutenzioni senza spendere un euro. Terzo punto: Comune di Pistoia e Spes parteciperanno al bando “Qualità dell’abitare” del Ministero delle infrastrutture, per riqualificare una parte degli edifici delle Fornaci, come il Triangolo e la Certosa.

Questi interventi dovrebbero servire per risolvere i problemi più urgenti e rimettere in moto una società che – con i conti nelle condizioni in cui sono ora – è completamente bloccata. Poi c’è il quarto passaggio, più di prospettiva: entro settembre va rinnovato il contratto di servizio tra Spes e Comuni soci. E qui Sensi chiederà per la sua società un aumento del corrispettivo versato (oggi uno dei più bassi della Toscana) e soprattutto che i Comuni si facciano carico loro delle morosità degli inquilini.

E il buco di bilancio prodotto dall’operazione ex Ricciarelli? Sensi la giudica «un’operazione estremamente disinvolta», ma conta di trovare una soluzione in accordo con Regione e Comuni. L’importante è consentire alla Spes di poter tornare a camminare con le proprie gambe. —

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