Il Tirreno

Pistoia

solidarietà 

Arriva in dono un carico di legna per riscaldare famiglia in difficoltà

Simona Peselli

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Il cuore grande della Valdinievole parte dall'Ippodromo e al galoppo arriva fino a Iano, una frazione di Pistoia nella casa della famiglia Basile. E' bastato un piccolo appello su facebook di Alessandra Basile, 40 anni in cui chiedeva legna per riscaldare la casa dei suoi genitori anziani. «Abbiamo perso il lavoro anch'io e mio fratello – racconta Alessandra – siamo stati impiegati anche in un call center e con la crisi ci hanno lasciato a casa. Per non parlare dei problemi di salute. I miei genitori, babbo Ivo, 62 anni, e mamma Ina, 63, non lavorano più. Dopo un contenzioso che dura da anni con la Parrocchia, proprietaria dell'immobile dove abitiamo, ci è arrivato lo sfratto. Siamo disperati. I miei genitori non sanno dove andare». La famiglia Basile ha trascorso buona parte dell'inverno al freddo. In casa come riscaldamento c'è solo una vecchia stufa, che non è poco, ma serve la legna per alimentarla. E va pagata. I miei ricevono pochi sussidi e devono rinunciare quasi a tutto. Il primo carico di legna a novembre ci è stato donato dalla Caritas. Ma poi è finita». ll pavimento della casa dei Basile è in graniglia e la stufa è vecchia e ricorda gli anni '50 quando si cucinava e ci si scaldava anche col camino, ma per loro quel luogo significa prima di tutto famiglia. «Siamo qui da 28 anni - dice commossa Ina Aiello - ci mise qui il vescovo Scatizzi. In queste stanze sono cresciuti i miei figli. Mio marito ha sempre aiutato il parroco anziano e fatto lavoretti per la Chiesa. Purtroppo in paese non siamo mai stati accettati. Ci hanno sempre chiamati in modo sprezzante “gli stranieri"». Ina Aiello è disperata soprattutto per il futuro. «Abbiamo avuto lo sfratto per morosità dalla Chiesa – spiega la donna– possiamo restare qui soltanto fino a che non finirà il blocco degli sfratti a causa del Covid. Poi le forze dell'ordine potranno venire e buttarci in mezzo alla strada ». Ina non sa dove sbattere la testa: «Viviamo con il reddito di cittadinanza. Con 700 euro circa e nessuna busta paga come garanzia, sarà impossibile per noi trovare qualcuno disposto ad affittarci una casa. Senza parlare di quasi 8 mila euro di affitti arretrati che ci chiede la Curia». La famiglia Basile non ha più nulla nemmeno da vendere. «Avevo qualche oggettino d'oro e l'ho venduto, anche la macchina. Per mangiare una volta al mese andiamo a prendere il pacco alla Caritas, la sera ceniamo spesso con latte e biscotti». E per il riscaldamento la situazione non è migliore. «Abbiamo solo questa stufa - aggiunge – quando a dicembre siamo rimasti senza legna in casa avevamo 4 gradi. Voglio ringraziare questi signori di Montecatini che sono venuti a portarci i viveri, ma soprattutto un bel po’ di legna». —

Simona Peselli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore