Gioco
«Progetti abitativi sostenibili nei contenitori vuoti in città»
PISTOIA. “Duecento case popolari vuote”, era il titolo del nostro servizio pubbicato sabato scorso. Come denunciava il segretario del Sunia, Davide Innocenti, nella provincia di Pistoia quasi un alloggio pubblico su dieci resta inutilizzato. Sul tema dell’emergenza abitativa interviene ora Federica Fratoni, consigliera regionale del Pd. «La presentazione del nono rapporto sulla condizione abitativa in Toscana – scrive Fratoni – irrompe con forza nello scenario più ampio dell’emergenza sanitaria in corso e delle conseguenti, drammatiche criticità economiche e sociali che lascia dietro di sé. Giusto, dunque, il grido di allarme lanciato dal segretario del Sunia di Pistoia, Davide Innocenti, di fronte ai dati, allarmanti, che riguardano la nostra provincia. Peraltro quando arriveremo a misurarci con lo scadere del blocco dei licenziamenti e degli sfratti previsti nelle attuali misure del governo, il tema della casa diventerà una problematica ancora più impellente».
Secondo Fratoni «l’edilizia pubblica e sociale costituisce già adesso una sfida per la riqualificazione urbana dei nostri quartieri che incrocia le opportunità europee connesse al Next Generation EU e al Piano nazionale di ripresa e resilienza, incentrati sulla transizione ecologica e più in generale ispirati agli obiettivi di Agenda 2030». Ci sono dunque delle opportunità da non lasciar cadere. Per questo, prosegue la consigliera, «è urgente sviluppare una riflessione su due livelli: il primo, più immediato, concentrato sul recupero del patrimonio edilizio esistente, impiegando risorse già disponibili, come il Piano innovativo per la qualità dell’abitare e le detrazioni fiscali previste dall’ecobonus». Questi strumenti renderebbero concretamente accessibili, in tempi ragionevoli, centinaia di abitazioni per i tanti nuclei familiari in attesa e destinati, probabilmente, ad aumentare nei prossimi mesi.
«Nel medio lungo periodo, invece - continua Fratoni - è opportuno che si sviluppi una politica di governo del territorio focalizzata su progetti di sostenibilità sociale e ambientale, rivolta ai contenitori oggi rimasti ancora vuoti in città. Cosa si pensa dell’area ex Ricciarelli, peraltro di proprietà Spes, dell’ex Breda, del complesso di San Lorenzo, della volumetria residua dell’ex Ceppo e della riqualificazione delle Ville Sbertoli? Perché non chiamare i nostri ordini professionali, e le università toscane, per elaborare progettualità di edilizia residenziale pubblica ed housing sociale, creando quartieri moderni, europei, energeticamente efficienti e a zero emissioni?».
Per fare questo , secondo Fratoni, vanno però profondamente ripensati l’attuale assetto e la mission di Spes. «Le società di proprietà pubblica, e i loro bilanci, non possono essere il fine degli amministratori, ma il mezzo per attuare politiche attive nell’interesse dei cittadini. Su questo mi auguro che il nuovo cda, fortemente voluto dal Comune, sappia essere all’altezza del compito. Certo, il fatto che non vi sieda neanche un rappresentante del capoluogo non rappresenta la partenza migliore». —
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