Gioco
Violenze contro le donne Pistoia in controtendenza nell’anno del lockdown
Nel comando provinciale di viale Italia sarà realizzata una “stanza rosa” studiata per far sentire a proprio agio chi deve sporgere denuncia
pISTOIA. In Italia, oltre il 31 per cento delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Quelle più gravi, da parte di compagni, parenti o amici. E in ambito nazionale, nel corso del 2020, si è assistito a un aumento, anche se in misura molto lieve rispetto all’anno precedente, dei femminicidi: la pandemia ha costretto le famiglie a più stretti contatti, con un aumento del rischio che donne e figli siano esposti alla, soprattutto in caso di gravi difficoltà economiche. Ma non nella provincia di Pistoia, dove c’è stato un andamento in controtendenza: nel 2020, una diminuzione di circa il 10 per cento dei maltrattamenti in famiglia denunciati e degli altri reati connessi alla violenza di genere. Non si sono inoltre verificati casi di femminicidio.
In particolari, i carabinieri hanno proceduto complessivamente contro 36 persone per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, arrestandone 16 ed eseguendo 8 provvedimenti di divieto di avvicinamento. Nel corso del 2019, invece, c’erano state 47 denunce, 17 arresti e 20 divieti di avvicinamento.
«Massima attenzione è prestata dall’Arma a questa tipologia di reati – spiega il comando provinciale dei carabinieri – È stato individuato un referente provinciale per il monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere, il quale, dopo aver frequentato un corso specifico, si occupa del monitoraggio del fenomeno e della raccolta e dell’analisi dei relativi dati, oltre a fornire un qualificato supporto a ogni militare della provincia che si trovi a trattare casi connessi alla tematica».
Alle donne vittime di violenza che vengono ospitate a titolo gratuito in strutture protette, vengono garantite massima riservatezza, l’erogazione dei beni di prima necessità e, qualora ne fossero sprovviste, vestiario e materiale scolastico per i figli minori. All’interno della casa rifugio, infine, le donne vengono seguite sotto il profilo medico, psicologico e della tutela legale.
Importante, in questi casi, è il ruolo assunto dalle associazioni di volontariato, che svolgono, a stretto contatto con le forze dell’ordine, un’indispensabile attività progettuale diretta alla valorizzazione e all’emancipazione femminile. In tale ottica, assieme alla Soroptimist international-sezione di Pistoia e Montecatini, è stato individuato un ufficio nel comado provinciale carabinieri di Pistoia da adibire a “stanza rosa”: una stanza progettata per accogliere minori o donne che vogliono denunciare atti di violenza, arredata in modo da far sentire la vittima a proprio agio.
I consigli dell’Arma
Il “ciclo della violenza” conduce al progressivo isolamento della donna maltrattata. Per questo i carabinieri hanno predisposto un breve vademecum per sfuggire a tale situazione: tener presente che prendere consapevolezza del problema è il primo passo per risolverlo; ricorda, non sei sola e non sei la sola; non confidare sui cambiamenti di carattere e di comportamento promessi da un partner violento e non lasciarsi influenzare negativamente dalle sue offese e minacce; non provare sensi di colpa per i figli, ricordarsi che è meglio vivere in una famiglia monoparentale, con un genitore equilibrato, piuttosto che con una coppia di genitori in conflitto; se sei ferita o hai dei lividi vai al pronto soccorso e dichiara la verità, pretendi un certificato medico veritiero, anche se il medico ti fa presente che potrebbe esserci un procedimento penale nei confronti del tuo partner; chiama un numero di pronto intervento (112, 113 o 117) appena possibile, o rivolgiti al 1522, il servizio contro violenza e stalking; rivolgiti a un centro di orientamento sui diritti della donna, che può darti consulenze legali, bancarie e psicologiche gratuite. —
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