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La gita scolastica fu cancellata Da un anno in attesa dei soldi anticipati
Fabio Calamati
PISTOIA. Sono circa quaranta famiglie e da quasi un anno attendono di essere rimborsate per la gita scolastica che i loro figli, studenti di due quarte classi del liceo pedagogico Forteguerri, avrebbero dovuto fare a partire dal 28 febbraio 2020, ma che poi è stata cancellata a causa dell’epidemia di Covid.
Ovviamente i genitori non contestano l’annullamento del “viaggio di istruzione” – professori e ragazzi avrebbero dovuto visitare la Provenza – ma il mancato rimborso, che tra l’altro è previsto espressamente da un articolo del decreto “Cura Italia”. Tanto più che, al liceo Forteguerri, le altre classi che lo scorso anno si sono viste cancellare le gite scolastiche a causa del virus, sono già state risarcite da tempo.
Di che cifre si parla? La somma versata da ogni famiglia è stata di 417 euro, tra anticipo e saldo. Circa 150 euro sono state restituite poche settimane fa, ma il resto della cifra ancora manca. E il tempo passa. Massimo Corona, Riccardo Palandri e Daniela Cecchi, i tre genitori che si sono rivolti al Tirreno, si sentono vittime di una grave ingiustizia.
«Ci è stato detto che i problemi li sta creando l’agenzia di viaggi che si occupava della nostra gita – spiegano – ma noi come interlocutore diretto abbiamo avuto la scuola, sempre la scuola. È a lei che abbiamo versato, in due riprese, l’intera somma, è da lei, quindi, che ci attendiamo la restituzione completa della cifra versata”.
E la scuola cosa risponde?
«Nel caso del viaggio in Provenza – scrive la preside Anna Maria Corretti in una nota sulla vicenda – non è stato possibile procedere subito ad un integrale rimborso della quota pagata dalle famiglie, perché parte di essa era già stata versata a titolo di anticipo all’agenzia, cui si era affidata l’organizzazione del viaggio».
La professoressa Corretti cita poi il decreto Cura Italia che consente la restituzione in voucher dell’anticipo ricevuto. E aggiunge che, in base a un altro decreto del governo Conte, il cosiddetto “Rilancio”, del maggio 2020, “decorsi diciotto mesi dall’emissione, per i voucher non usufruiti né impiegati nella prenotazione dei servizi… è corrisposto, entro 14 giorni dalla scadenza, il rimborso dell’importo versato”. Evidentemente la soluzione non piace neanche alla direzione del Forteguerri. Aggiunge infatti la professoressa Corretti: «L’Avvocatura dello Stato, su nostro mandato, sta conducendo una trattativa con l’agenzia per trovare nei tempi più brevi la soluzione più vantaggiosa per gli studenti e le loro famiglie». —
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