Sicurezza
Ristorante, bar e bottega “Siculì” diventa grande fuori dal centro storico
Matteo Manfrè apre un nuovo spazio in via Fiorentina dove proporrà il cibo siciliano già apprezzato nel locale del padre Domani l’inaugurazione
Elisa Pacini
PISTOIA. Siculì non lascia ma raddoppia, per la gioia dei suoi tanti estimatori che in questi mesi difficili si erano imbattuti a malincuore nella porta chiusa di quel piccolo scrigno di sapori di terra siciliana, arrampicato in una delle viuzze che da via Cavour salgono sulla Sala. Uno scrigno che è tornato ad aprirsi in questi giorni in locali più comodi e grandi dell’ex bar Firenze, sulla discesa della Fiorentina appena superato il ponte dell’Arca. L’inaugurazione del rinnovato “Siculì bistrò e bottega” avverrà domani (solo a invito e con gli ospiti spalmati in varie fasce orarie in rigoroso rispetto delle norme anti Covid) ma il locale è pronto ad accogliere clienti vecchi e nuovi ogni giorno, con un’offerta a misura di qualsiasi Dpcm. Una bella sfida, quella di ingrandirsi e investire in un salto in avanti, proprio in tempi grigi per il settore della ristorazione. Un’avventura coraggiosa in cui la famiglia Manfrè si tuffa, forte dello stretto legame con la diffidente Pistoia ormai completamente conquistata dagli arancini del signor Tommaso. Che, anni fa con l’apertura di Siculì nel cuore antico di Pistoia, realizzò il suo sogno insieme ai figli Matteo e Giuseppe. «Da sei anni eravamo presenti in centro – dice Matteo Manfrè – e sentivamo il bisogno di ingrandirci. Poi con le restrizioni legate al Covid 19, l’asporto ha preso molto slancio. Il mercato sta cambiando e si stanno consolidando nuove forme di commercio che forse prima a Pistoia non sarebbero così attecchite. Abbiamo capito che non c’era più bisogno della presenza in centro. Abbiamo avuto la fortuna di trovare nell’ex bar Firenze il locale adatto e ci siamo convinti a fare il grande passo».
Il nuovo Siculì infatti sarà ristorante con posti a sedere, ma anche un bar, minimarket, bottega alimentare e naturalmente conserverà il suo servizio di asporto-rosticceria che non teme nessuna restrizione. Inserendo nel menù tante novità di quell’intreccio di mondi e culture che è la tradizione gastronomica siciliana. Rivisitata da una famiglia che è essa stessa una storia fatta di storie. «Mia mamma è toscana e mio padre palermitano doc ma abbiamo anche dei nonni napoletani», spiega Matteo che, nonostante la “c” strascicata della calata toscana, in un attimo parlando del nuovo menù, ci fa sentire immersi tra i mille odori del coloratissimo mercato di Ballarò o a pranzo con quel buongustaio del commissario Montalbano. Cous cous di pesce con ricetta della nonna, involtini melanzane e pesce spada che sono anche gli ingredienti principali delle “busiate” (pasta tipica della Sicilia con la forma attorcigliata ben più dei fusilli) alla lido: solo alcune delle prelibatezze che arricchiranno l'offerta di Siculì. «Siculì nasce dal sogno di mio padre – chiude – che, vicino alla pensione, voleva aprire un posto del genere. Io già lavoravo nel settore e ci siamo trovati. Abbiamo iniziato con una piccola realtà, abbiamo sentito l’affetto della gente e ora abbiamo fatto questo investimento, che è materiale e di personale visto che abbiamo anche un nuovo cuoco. Lasciare il centro a me che sono giovane dispiace, perché amo la movida e l’atmosfera della Sala. Ma qui il posto è più comodo e raggiungibile». —
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