Sicurezza
Ennesima frana sulla Statale ora scoppiano le proteste
L’impiantista Giampiero Danti: «Ci vogliono lavori di prevenzione sulle pendici» Petrucci: «Si muovano la Regione e lo Stato»
Abetone. «C'è bisogno di una protezione della sponda e di lavori di prevenzione sulla Statale 12 dell'Abetone e del Brennero. Non è possibile continuare in questo modo. Siamo abbandonati da più di mezzo secolo». Giampiero Danti, ex sindaco di Abetone, impiantista e attuale consigliere di minoranza nel consiglio di Abetone-Cutigliano, sbotta dalla rabbia per l'ennesima frana che martedì ha paralizzato la strada statale 12 all'altezza de La Mora nei pressi della diga di Tistino e che a tutt'oggi vede in funzione un senso unico alternato con impianto semaforico. Solo pochi giorni fa un’altra frana aveva bloccato la Statale, che è la principale via d’accesso all’Abetone dal versante pistoiese dell’Appennino.
«Siamo completamente abbandonati dalla politica – aggiunge Danti – a più livelli. Ho un'azienda che si occupa di funghi e sottobosco e ho dovuto passare dall'Emilia per recarmi in una città toscana. Siamo stanchi di vedere questa strada chiusa ad ogni frana. I lavori da fare sono di natura preventiva, le sponde delle pendici vanno protette e imbrigliate. Perché al nord Italia lo fanno e da noi no?».
Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale Diego Petrucci (Fratelli d'Italia). «C’è bisogno di un intervento straordinario della Regione e dello Stato sulla viabilità che porta in montagna perché ogni frana, e conseguente interruzione stradale – si legge in una nota – viene pagata a caro prezzo da Comuni, cittadini e aziende. L’ultima interruzione in ordine di tempo è avvenuta nel Comune di San Marcello-Piteglio ma di fatto ha isolato il Comune di Abetone-Cutigliano. Serve un intervento organico su un sistema di viabilità obsoleto. La strada che, da Pistoia e da Lucca porta ad Abetone-Cutigliano è costantemente interrotta».
«L’ennesima frana – dichiara infine il consigliere comunale e provinciale Andrea Tonarelli (FdI) – è la prova di quanto il territorio sia fragile e abbia un urgente bisogno di un piano straordinario legato alla manutenzione ordinaria. Ad oggi paghiamo l’assenza da parte della politica, delle istituzioni e degli enti». —
C.B.
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