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Tomasi e Celesti: «Impegnati per il medico a Bottegone»

Tomasi e Celesti: «Impegnati per il medico a Bottegone»

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PISTOIA. Comune e Società della salute si schierano a fianco della protesta degli abitanti di Bottegone, molti dei quali sono rimasti senza medico dopo il pensionamento della dottoressa Sonia Poggesi. «In queste settimane – interviene il sindaco Alessando Tomasi – ho più volte sollecitato l’Asl sulla questione. La battaglia dei residenti, non può che trovare pieno appoggio in me e nella mia amministrazione che, pur non avendo competenza diretta di intervento, si sta facendo portavoce, da tempo, di questi enormi disservizi». Tomasi spiega di aver già ribadito all’Asl e all’Ordine professionale la necessità «che ci sia il mantenimento del medico di famiglia negli ambulatori locali. Per questo abbiamo fin da subito sollecitato il riconoscimento del vincolo di esercizio su Bottegone». All’Azienda sanitaria il sindaco ha anche posto «una questione più ampia, che riguarda i tanti pensionamenti di medici da qui ai prossimi anni». Ai residenti di Bottegone, Tomasi assicura che «continueremo a farci carico del problema come abbiamo fatto finora».

Anche la Società della salute – come sottolinea in una nota la presidente Anna Maria Celesti, vicesindaca di Pistoia – pur non avendo competenze dirette per poter intervenire su norme nazionali e accordi sindacali tra medici di medicina generale e sistema sanitario nazionale e regionale, si è fatta carico della situazione che si è venuta a creare per i residenti del Bottegone». Proprio per questo «metteremo la massima attenzione e impegno e ci confronteremo non solo con la Asl ma anche e soprattutto con la Regione perché nell’attesa di modifiche della norme nazionali e degli accordi sindacali si possa intanto fare quanto prima un bando pubblico nel quale si garantisca la presenza di un ambulatorio medico al Bottegone essendo stata riconosciuta quale zona disagiata».

Della questione si parlerà anche in Regione, grazie ad una interrogazione dei consiglieri della Lega Luciana Bartolini ed Andrea Ulmi. «È fondamentale capire – rilevano i due – se la Regione sia effettivamente a conoscenza del problema e se abbia intrapreso azioni per risolverlo; e se in Conferenza Stato-Regioni la Toscana abbia mai aperto una discussione relativamente all'accordo nazionale che consenta, attraverso incentivi ad hoc, la copertura di aree critiche». —

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