La manifestazione
Museo Marini, il Comune aspetta risposte dalla Fondazione
L’assessora Semplici risponde alle accuse di immobilismo e poca trasparenza formulate dalle minoranze Interrogazione ferma da mesi
PISTOIA. La giunta Tomasi respinge l’accusa di scarso impegno sul fronte della riapertura del museo Marino Marini. Agli appunti critici arrivati dalla consigliera regionale Federica Fratoni (Pd) e, ieri in consiglio, dal capogruppo dello stesso partito Walter Tripi, l’assessora alla cultura Margherita Semplici ha ribattuto rivendicando il massimo impegno da parte dell’amministrazione. È innegabile che il museo Marini di Firenze sia stato riaperto, mentre quello pistoiese è chiuso da un anno, per scelte precise della Fondazione omonima, che ha anche licenziato parte del personale. Ma secondo Semplici, Palazzo di Giano ha fatto il massimo che poteva fare: ha formulato la proposta di assumere la gestione del museo, in modo da poterlo riaprire; ha messo fondi in bilancio; ha inviato alla Fondazione Marini la proposta di una convenzione che preveda, da parte della Fondazione stessa, la concessione in comodato d’uso delle opere di Marini accolte a Palazzo del Tau. «Da tempo – ha aggiunto Semplici – aspettiamo un cenno di risposta dalla Fondazione. Noi siamo pronti. Il problema è che secondo i nostri interlocutori quello di viale Fedi non è un museo vero e proprio e non si possono applicare nei suoi confronti le regole di un museo. Per questo è importante interloquire con la Regione e dare vita al Sistema museale pistoiese, come ci apprestiamo a fare (la pratica era all’ordine del giorno della seduta di ieri del consiglio comunale, ndr)».
L’argomento “museo Marini” è stato introdotto, come detto, da una comunicazione di Walter Tripi, critico sia con l’atteggiamento dell’amministrazione, descritto come eccessivamente passivo, sia con la scarsità di informazioni fornite dalla giunta. Un esempio? Una interrogazione presentata il 4 settembre sull’argomento, attende ancora risposta.
Critiche riprese e rilanciate da Iacopo Vespignani (In Azione). «Pistoia ha tre assessori alla cultura: il sindaco Tomasi, il vero assessore che è Margherita Semplici e Giuseppe Gherpelli, coordinatore del Piano strategico della cultura. Sarebbe auspicabile che almeno uno di loro si muovesse. A Montecatini parlano di Uffizi diffusi, Pistoia è ancora una volta esclusa». Critiche sono arrivate anche da Gabriele Gori (gruppo autonomo) che ha sottolineato come «in quest’anno non si è fatto nulla» per il museo Marini, da Tina Nuti (Pt Spirito libero) e Alvaro Alberti (Pd),
Tra le voci della maggioranza, Giampaolo Pagliai (Forza Italia Centristi per l’Europa) ha ribadito che le scelte che hanno portato alla chiusura del museo Marini dipendono dalla Fondazione e non dal Comune. Mente Lorenzo Galligani (Fratelli d’Italia) ha confermato che il Comune sta lavorando per la riapertura del museo. —
F.C.
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