Il Tirreno

Pistoia

finanziamenti 

I fondi della Legge Realacci a quattro comuni pistoiesi

Marco Pagli

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PISTOIA. Sono quattro i comuni della provincia pistoiese che beneficeranno dei finanziamenti introdotti dalla cosiddetta “legge Realacci”. Ci sono voluti più di tre anni - la norma è la numero 158 del 2017 - per arrivare a definire gli enti interessati dagli investimenti, ma adesso l’elenco c’è. I fondi, che ancora non sono stati ripartiti, ammontano a 160 milioni da distribuire in sei anni per interventi di recupero dei centri storici in abbandono, salvaguardia del territorio, messa in sicurezza di strade e scuole, efficientemente del patrimonio edilizio pubblico e realizzazione di interventi in favore di residenti e attività produttive insediate nei centri minori. A livello nazionale l’elenco approvato dalla Conferenza unificata conta 5.518 enti, di cui quattro si trovano in provincia di Pistoia. Si tratta di Abetone Cutigliano, Chiesina Uzzanese, Marliana e Sambuca Pistoiese. L’iter per arrivare a destinare i soldi a ciascun comune, come accennato, non è ancora chiuso.

A questo punto, infatti, per rendere operativa la fase di utilizzo delle risorse dovrà essere emanato un altro decreto del presidente del Consiglio dei ministri che predisporrà il piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni e fisserà le priorità degli interventi. Non è escluso che il fondo da 160 milioni, vista la mole di soggetti beneficiari, possa essere incrementato. Di certo, al momento, c’è l’elenco degli enti coinvolti e i criteri in base ai quali sarà stilata la graduatoria degli interventi e l’ammontare dei singoli stanziamenti. Gli indicatori considerati sono diversi: il dissesto idrogeologico (ovvero la presenza di aree con pericolosità idraulica superiore a P2 o di frane), l’arretratezza economica (cioè un reddito Irpef medio inferiore alla media Italia, fissata a 20.213 euro), il decremento della popolazione (la perdita del 20% degli abitanti tra il 1981 e il 2011), il disagio insediato (dato da un indice di vecchiaia superiore a 100 o da un rapporto tra occupati e residenti inferiore a 38), l’inadeguatezza dei servizi sociali (ovvero una spesa del comune per servizi sociali inferiore a 116 euro pro capite), la mancata copertura di infrastrutture di rete per l’accesso a internet sul territorio. Inoltre, viene considerata la densità demografica, l’appartenenza ad unioni di comuni e la presenza di aree protette. Per quanto riguarda i comuni pistoiesi coinvolti, tutti presentano elementi di dissesto idrogeologico. Situazione omogenea anche sul fronte del reddito, dal momento che nei quattro territori il reddito pro capite è inferiore alla media nazionale. Dal punto di vista della decrescita demografica, invece, solo Abetone Cutigliano ha assistito ad una riduzione superiore al 20% negli ultimi trent’anni. Tutti, invece, presentano disagio insediativo legato all’indice di vecchiaia o all’occupazione. I servizi sociali sono considerati inadeguati ovunque, dal momento che la spesa è inferiore a 116 euro pro capite. Mentre dal punto di vista delle infrastrutture di rete per internet non sono state rilevate particolari problematiche. —

Marco Pagli

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