Il Tirreno

Pistoia

il caso 

“Funghi”, il Comune apre alla modifica del regolamento

Luca Signorini PISTOIA.

Sulla movida serale Pistoia non seguirà l’esempio di Firenze: nessun divieto di stazionare vicino ai locali dalle 18 alle 22, solo un potenziamento dei controlli

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Se i “funghi” – i caloriferi alimentati con le bombole a gas – potranno essere riammessi negli spazi all’aperto e nei dehors semovibili dei locali del centro storico, lo decideranno i vigili del fuoco e l’Ufficio igiene e sanità pubblica dell’Asl Toscana Centro. Passerà del tempo. Il Comune di Pistoia conosce la questione, e «si è mosso formalmente in data 2 febbraio con una richiesta di parere inoltrata dal servizio sviluppo economico» appunto ai pompieri e all’Asl.

C’è anche una nota della Fipe Confcommercio (del 29 gennaio), «a cui l’amministrazione ha deciso di dar seguito», che spinge per permettere l’utilizzo di queste attrezzature capaci di riscaldare gli ambienti esterni dove sono sistemati i tavolini, che sono più richiesti in tempo di pandemia dai clienti che hanno maggior timore a consumare il pasto in una stanza al chiuso vicino ad altre persone. A Pistoia dal 2015 (all’epoca della giunta Bertinelli) i “funghi” sono vietati per questioni di sicurezza: sono stati proprio i vigili del fuoco e la polizia municipale a raccomandare la firma di un’ordinanza in via precauzionale, per minimizzare le cause di un incendio» e anche per consentire un miglior passaggio di operatori e mezzi di soccorso, quando c’era folla sulla Sala e vie limitrofe.

A sollevare di nuovo la faccenda sono stati i titolari del ristorante La Bottegaia, Alessandro Olmi e Carlo Malentacchi, consci dell’utilità dei caloriferi da esterno «per mettere a sedere le persone all’aperto assicurando un ambiente comunque caldo». E consci anche che «Pistoia sia l’unica città al Mondo a vietare il loro utilizzo». «Gli apparecchi li prendiamo a noleggio e sono omologati e sicuri», hanno detto.

Il Comune si dice «intenzionato a procedere a una revisione complessiva del regolamento vigente in materia di occupazione di suolo pubblico per attività di somministrazione all’aperto, compreso il paragrafo relativo agli irradiatori di calore vietati nel 2015». E aggiunge: «L’obiettivo è trovare una soluzione, compatibile con la sicurezza pubblica, che possa andare incontro alle esigenze degli operatori. Proprio per questo il Comune è pronto, una volta visti i contenuti del parere, a indicare possibili soluzioni per rispondere in maniera positiva alla richiesta di utilizzo dei funghi all’interno dei dehors».

Sempre in tema di locali e movida, Pistoia non seguirà l’esempio di Firenze, che ha emesso un’ordinanza per vietare lo stazionamento delle persone dalle 18 alle 22 nelle aree a maggior rischio assembramenti. La linea in città è quella di un «significativo potenziamento dei controlli nell’area della movida. I controlli saranno effettuati anche in orario pomeridiano e non saranno limitati alla fascia dei divieti relativi alla zona gialla», fa sapere palazzo di Giano. —



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