Attenzione
Lettera minatoria anche a una dirigente
Dopo quella al sindaco è arrivata in palazzo comunale un’altra busta (la quarta) con all’interno una lama di trincetto
Massimo Donati
pistoia. Gli investigatori non escludono alcuna pista. Ma per adesso le ipotesi più plausibili sembrano essere quella interna, di un dissapore nato fra i muri del palazzo comunale, e quella di una richiesta non accolta relativa all’urbanistica. Fatto sta che ieri mattina, dopo quella indirizzata al sindaco e le due dirette a due semplici impiegati, all’ufficio smistamento della corrispondenza di Palazzo di Giano è arrivata una quarta lettera minatoria. Questa volta indirizzata a una dirigente dell’ufficio tecnico del settore urbanistica.
Stesse parole e stesso contenuto delle precedenti. “Sei nel mirino perché il livello che hai non ti spetta. .. non sei nulla! !” la frase scritta in stampatello con il normografo, per impedire qualsiasi perizia calligrafica. E nella busta, oltre alla fotocopia, la solita lama da trincetto, di quelle di ricambio che si trovano in qualsiasi ferramenta, in pacchetti da cinque o da dieci.
Molto probabilmente, la lettera anonima era stata imbucata lo stesso giorno delle altre, ma poi, durante il viaggio di andata e ritorno dal centro di smistamento di Firenze Campo di Marte – dove adesso finisce tutta la corrispondenza della cassette postali di Pistoia – ha subito qualche intoppo, che ne ha fatto ritardare la consegna.
Una volta scoperta la lettera tra quelle arrivate ieri mattina, dal municipio di piazza del Duomo hanno immediatamente informato la polizia. Sul posto sono arrivati gli investigatori della digos, che hanno perso in consegna la busto per farla sottoporre agli esami ormai di rito dai colleghi della scientifica. Che si sono concentrati in particolare sulla presenza di eventuali impronte digitali lasciate sulla busta, sul foglio della fotocopia e sulla lama. Per poi compararle con quelle di tutti i dipendenti comunali che l’avevano toccata, così come è stato fatto per le lettere arrivate nei giorni scorsi. All’esame dei tecnici anche le tracce biologiche trovate sulle buste, per un eventuale confronto del dna.
«Sono molto dispiaciuto – afferma il sindaco Alessandro Tomasi – perché un conto è quando queste minacce arrivano alla mia persona, altra cosa è quando vengono coinvolti dei dipendenti del Comune».
«Quello che sta accadendo – continua – non può che rappresentare un caso isolato a Pistoia, che non è abituata a simili episodi. La reazione delle persone che ho visto nei giorni scorsi, è la dimostrazione di quanto sana sia la nostra città, che isola e condanna gesti inqualificabili come questi. La risposta migliore è andare avanti nel lavoro intrapreso. Questo clima di serenità è condiviso dagli altri destinatari della lettera. Speriamo che le indagini possano fare chiarezza su quanto sta accadendo». —
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