Toscana
Via alle visite in sicurezza ai degenti dei tre ospedali pistoiesi
Familiari e badanti potranno incontrare i ricoverati al San Jacopo, al Pacini di San Marcello e al Ss Cosma e Damiano di Pescia
Pistoia. Nei giorni delle festività natalizie, le porte del San Jacopo si erano aperte ai familiari dei pazienti ricoverati, grazie all’iniziativa “Incontriamoci”, nata dalla sensibilità della vice sindaca di Pistoia Anna Maria Celesti e della direzione medica e infermieristica. Ora, quella positiva esperienza è diventata una procedura sanitaria istituzionalizzata: la gestione delle visite nei reparti Covid e no-Covid è affidata a un documento nel quale sono elencate le modalità da seguire. Saranno gli operatori sanitari a metterle in atto, e non solo al San Jacopo, ma anche al Pacini di San Marcello e al Ss Cosma e Damiano di Pescia.
«La nuova procedura – spiega il gruppo medico e infermieristico che ha redatto il progetto – oltre a recepire la delibera regionale, è la naturale continuazione dell’esperienza maturata nelle festività natalizie con esiti molto positivi in termini di salute per i pazienti».
Il gruppo, composto da medici, coordinatori infermieristici, e psicologi, è lo stesso che aveva organizzato l’iniziativa “Incontriamoci”.
«Negli ospedali –prosegue la dottoressa Lucilla Di Renzo, direttore sanitario dei tre ospedali – l’esperienza della “stanza degli abbracci” si è concretizzata con incontri organizzati tra degenti e familiari in condizioni controllate e sicure. Lo abbiamo fatto nel periodo natalizio come dono per i nostri pazienti e familiari e con soddisfazione abbiamo quindi accolto la delibera regionale che ci consentirà di dare seguito a un’esperienza estremamente positiva, sia per i pazienti che per gli operatori».
La decisione sull’opportunità della visita viene presa dal medico che ha in cura il paziente e che può meglio valutarne il beneficio, bilanciandolo con il potenziale rischio di contagio. Tale valutazione, assieme alla richiesta del paziente (se espressa direttamente), deve essere riportata nella cartella clinica con il parere del direttore del setting e del coordinatore infermieristico. È questa l’unica novità, mentre saranno sempre gli infermieri ad avere i rapporti diretti con i familiari e a organizzare le visite fornendo tutte le informazioni necessarie (orari, permanenza, indicazioni sui percorsi intraospedalieri). I visitatori una volta entrati in ospedale sono accolti dal personale, istruiti su come indossare i dispositivi di protezione individuale e, una volta firmata l’apposita informativa di consenso, accompagnati in reparto.
Le visite, di 15 minuti al massimo, si svolgono giornalmente e sono autorizzate per una sola persona, familiare o badante che sia: adeguatamente informata e autorizzata, dovrà essere sempre la stessa a recarsi dal paziente. Una procedura finalizzata a tutelare sia i visitatori che i pazienti e gli operatori.
«Tutti sappiamo come un ruolo fondamentale nel percorso di cura è rappresentato dal mantenimento dei rapporti con la rete familiare – precisa la dottoressa Di Renzo – Purtroppo tutto questo è stato annullato dalla necessità di dover mantenere l’isolamento stretto dei pazienti, al quale, nostro malgrado, anche noi operatori siamo stati costretti ad adeguarci nei mesi scorsi, vivendo ogni giorno la loro drammatica solitudine, che ha rappresentato una grande angoscia anche per il personale. Sono quindi particolarmente grata al vicesindaca Anna Maria Celesti, presidente della Sds, per aver promosso il progetto “Incontriamoci”, e alla direzione infermieristica e ai dottori Paolo Cellini e Monica Chiti per aver condiviso da subito, con entusiasmo e grande sensibilità il progetto. E anche e agli infermieri che lo stanno realizzando e alle psicologhe che continuano a dare un prezioso supporto». —
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