Il Tirreno

Pistoia

«I migranti, scacciati da tutti sono come gli ebrei deportati»

Mauro matteucci * ; (*) Centro di documentazione Don Lorenzo Milani di Pistoia

Anche questa celebrazione rischia di essere retorica e mistificante se ci siamo ormai abituati alle tragedie del nostro presente 

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l’intervento

Mauro matteucci *

Forse mai come quest’anno la celebrazione della Giornata della memoria - che ricorda l’ingresso dell’Armata rossa nel lager di Auschwitz-Birkenau e la liberazione dei sopravvissuti – rischia di essere retorica e mistificante, se non si rivolge lo sguardo al presente. La terribile pandemia, che colpisce l’intero pianeta, ha fatto sentire che tutti siamo uniti dalla comune condizione umana segnata dalla fragilità e che, quando la sofferenza affligge anche solo una parte degli umani, deve essere condivisa da tutti.

Gli orrori dei lager nazisti ebbero le cause indicate con grande lucidità ai giovani dalla scrittrice Liana Millu e dalla senatrice Liliana Segre – entrambe sopravvissute al lager – che ricordano come i treni carichi di ebrei partivano per la deportazione dal binario 21 della stazione centrale di Milano nell’indifferenza dei cittadini.

Abbiamo creduto che queste scene non avrebbero dovuto più ripetersi, invece il presente ci mette davanti a nuove tragedie, mentre tanti sono come spinti da una pulsione di annullamento e di insensibilità che elimina, rende non esistenti altri esseri umani: il grumo nero di un fascismo mai morto! Ma tutti guardiamo, come mitridatizzati all’orrore, le file dei migranti lungo la rotta balcanica.

Dopo aver abbandonato i loro paesi, soprattutto del Medio Oriente – Pakistan, Afghanistan, Irak, Siria – devastati da guerre decennali, intraprendono con le loro famiglie percorsi infiniti, dove incontrano ogni sorta di sofferenze e di violenze. Se riescono a giungere al nostro confine, lo Stato italiano fa la sua parte vergognosa, ricacciandoli, attraverso le infami riammissioni formali – condannate in questi giorni dal Tribunale di Roma – nelle mani della feroce polizia croata e nei campi-profughi della Bosnia, spesso simili a lager. Intanto continua il genocidio silenzioso dei migranti, che, partiti su misere imbarcazioni, naufragano e muoiono nel Mediterraneo, mentre il nostro Stato impedisce alle navi delle Ong di soccorrerli.

Se almeno per un giorno non vogliamo essere ipocriti e complici, dobbiamo denunciare, gridare, interrompere questi crimini!





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