Italia
Aumentano i ricoverati all’ospedale San Jacopo e i nuovi casi di Covid
pistoia. La speranza è che si tratti di un picco isolato e non della manifestazione di una tendenza nuovamente in crescita. Fatto sta che i numeri diffusi ieri da Asl e Regione sull’andamento dell’epidemia di Covid in provincia di Pistoia fanno suonare un campanello di allarme. Non solo per il dato relativo ai nuovi casi positivi diagnosticati nelle ventiquattr’ore fra le 12 di venerdì e le 12 di ieri (44), ma anche per quello dei nuovi ricoveri all’ospedale San Jacopo, dove ieri i pazienti nel reparto di isolamento sono saliti a 26 (a fronte di otto ingressi e quattro dimissioni), mentre erano sempre dieci quelli in terapia intensiva.
«Speriamo si tratti di una giornata isolata – auspica Anna Maria Celesti, presidente della Società della salute pistoiese – e che non si tratti di un’accelerazione della diffusione del virus. Bisogna vedere come va e nel frattempo mantenere tutte le cautele possibili».
Per quanto riguarda i nuovi 44 contagi, sono così distribuiti nei vari territori comunali della provincia: Agliana quattro, Lamporecchio tre, Monsummano Terme quattro, Montale tre, Montecatini undici, Pescia uno, Pistoia undici, Ponte Buggianese uno, Quarrata tre, Serravalle Pistoiese uno e Uzzano due.
Vaccinazioni
Proseguono intanto come da programma le vaccinazioni – giunte alla fase della somministrazione della seconda dose – agli anziani delle rsa e agli ospiti delle residenze per disabili e delle comunità alloggio della nostra provincia. Rispettata anche la data d’inizio delle vaccinazioni alle persone disabili che frequentano i centri diurni, con la somministrazione, una settimana fa, ai primi 140 ospiti della Fondazione Maic di Pistoia.
«Dopo aver somministrato la prima dose di vaccino agli ospiti delle rsa, delle residenze per disabili e delle comunità alloggio – spiega il direttore generale dell’Asl Toscana centro Paolo Morello Marchese – la nostra attenzione si è subito attivata nei confronti dei giovani e degli anziani disabili che frequentano i centri diurni, i quali, più di altri, hanno sofferto in questi mesi l’isolamento e la privazione dei contatti con le persone che più amano».
«A causa del mancato invio delle dosi da parte delle case farmaceutiche – aggiunge Anna Maria Celestiè – stato invece bloccato il via alla seconda fase, quella della vaccinazione di medici e operatori sanitari sul territorio. —
M.D.
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