Gioco
I comignoli dal volto umano diventano una favola per bimbi
San Marcello. Se passando per certi paesi della montagna pistoiese si ha la voglia di alzare lo sguardo verso l’alto, si possono scorgere sui tetti di alcune ville. Sono i comignoli realizzati da David Ulivagnoli, architetto di Campo Tizzoro, che negli ultimi anni ha voluto progettare questi camini dalle sembianze umane, che ricordano volti stilizzati.
«Dall’unione di tre aspetti – spiega Ulivagnoli– sono nati i miei comignoli. Il ricordo di quelli del secolo scorso, la tradizione toscana per questi oggetti e l’ispirazione a Gaudì, che in Spagna ha realizzato lo stesso manufatto ricordando i marziani. Li ho realizzati, oltre che in rame, anche in vetro e muratura».
Da qualche mese, i comignolo di Ulivagnoli sono diventati il protagonisti di una favola, “Il comignolo Rhami”, che sta riscuotendo un inatteso successo, con oltre 1.700 copie vendute e due ristampe esaurite. Un’idea, quella del libro, venuta a Daniela Santoro, psicologa ed esperta di comunicazione e marketing, che ha scritto il testo della favola, affidando a David Ulivagnoli la parte grafica.
Si tratta della storia di un piccolo comignolo che vuole crescere e prendere esempio dai più vecchi e saggi comignoli. Un libro che è entrato anche nel mondo della scuola riscontrando un interesse generale.
«I comignoli che hanno una forma antropomorfa, tanto è vero che David li ha chiamati “Sentinelle Zen” – spiega Daniela Santoro – hanno catturato molto la mia attenzione. Il testo è nato grosso modo durante una pausa pranzo e ho sentito la voglia di creare una storia fantastica che raccontasse la storia di un giovane camino. Inizialmente l’idea era nata legata ad un progetto da portare avanti con le scuole ma la fase Covid ce lo ha impedito».
«Il mio obiettivo era duplice – prosegue– Catturare l’attenzione dei bambini e scrivere una lettura condivisa, tra il bambino e l’adulto, una lettura guidata. Ci sono insegnanti che mi chiamano dicendomi che alcuni bambini hanno scoperto l’esistenza dei comignoli grazie alla favola».
Parte dei ricavati della vendita di questa favola vanno alla associazione fiorentina “Il Pane quotidiano”, che dà tutti i giorni da mangiare ai bisognosi, occupandosi anche dei senzatetto.
«Quando progettai i comignoli, ricordo che fu una esperienza creativa esaltante. Mai mi sarei aspettato che a distanza di anni questa onda trovasse nuova energia. Sono molto contento – afferma Ulivagnoli – che in tutto questo ci sia il carattere e il sapore della nostra montagna. Anche grazie a Rhami ho avuto il piacere di dare alla mia professione un ulteriore spunto di creatività. Cercare di essere originali oggi è visto sempre di più come aspetto non certo positivo e cercare delle novità è visto come una grande perdita di tempo».
Nessuno avrebbe sperato che il piccolo Rhami riscontrasse un successo così straordinario, soprattutto per le varie difficoltà oggettive legate al periodo Covid. Fatto sta che ha stupito tutti e, sulla scia di questa conquista di pubblico, il piccolo comignolo destinato a crescere oggi è già un pupazzo di legno da far colorare ai bimbi. Ed è anche un gioiello, disegnato da David Ulivagnoli e realizzato dal maestro orafo Paolo Gavazzi, di Pistoia. —
C.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
