Sicurezza
Non riconosciuti i costi e Alia presenta ricorso al Tar
L’assemblea dei Comuni dell’Ambito territoriale Centro ha negato all’azienda di rifiuti la copertura delle spese sostenute in due anni
PISTOIA. Non è stato un fulmine a ciel sereno l’aumento dei costi dell’azienda Alia per la gestione dei rifiuti nel 2020, accolto dall’assemblea dell’Ambito territoriale Toscana Centro con il “no” del Comune di Pistoia (che ha anche annunciato di valutare un ricorso). Alia infatti aveva già bussato a denari per i costi in più anche per il 2018-19 e contro il “no” incassato, ha presentato un ricorso al Tar. I costi in più – secondo i dirigenti dell’azienda di smaltimento dei rifiuti – avrebbero la stessa origine di quelli computati per l’anno appena trascorso: vale a dire la mancata realizzazione, da parte della Regione, degli impianti di smaltimento originariamente previsti, primo tra tutti l’inceneritore che avrebbe dovuto sorgere a Case Passerini, nel comune di Sesto Fiorentino.
La differenza è che i costi aggiuntivi lamentati da Alia per il 2020 sono stati approvati dall’assemblea dei Comuni dell’Ato (con l’eccezione di Pistoia e di altre sei amministrazioni più piccole), mentre quelli del biennio 2018-19 no. O meglio, in prima battuta, a giugno, l’assemblea aveva alzato disco verde. Salvo poi fare marcia indietro qualche mese dopo, attribuendo la nuova decisione all’applicazione del nuovo metodo tariffario approvato da Arera, l’Autorità nazionale di regolazione per energia, reti e ambiente. Si parla di una cifra rilevante, quasi 13 milioni di euro all’anno.
Contro quest’ultima decisione dell’Ato la società Alia ha presentato ricorso al Tar della Lombardia, dove ha sede l’Autorità la cui decisione è considerata da Alia all’origine dei costi aggiuntivi non riconosciuti. –
F. C.
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