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Maria Luigia Borsi: canterò in ricordo dei morti di Covid

Carlo Bardini BARDALONE
Maria Luigia Borsi: canterò in ricordo dei morti di Covid

La soprano, cantante di fama mondiale, è legatissima al paese di Bardalone «È la mia vera casa in Italia. E ci voglio tornare per un concerto di beneficenza»

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. Ognuno ha il suo “luogo del cuore”, un posto dove ritrovare le proprie radici e sentirsi in pace con la propria anima. Per Maria Luigia Borsi, 48 anni, soprano ormai di fama mondiale, questo posto è Bardalone. Ed è qui che la cantante vuole tornare per un concerto di beneficenza dedicato alle persone morte per Covid-19. E ad una sua parente, scomparsa di recente dopo una lunga malattia aggravata dal virus.

Maria Luigia ha deciso di raccontarsi non come artista ma come persona, dando spazio alla sua passione per la natura ed ai suoi ricordi di bambina, collegati strettamente a Bardalone. Un paese a cui si sente legata in maniera indissolubile e che è nel suo cuore anche quando si esibisce all’estero.

La soprano è nata a Sora, in provincia di Frosinone, ma suo padre Giancarlo è originario della Montagna pistoiese. Lei, bambina, ha quindi trascorso tutte le estati nella casa di famiglia a Bardalone e crescendo ha cercato di mantenere vivo il contatto. Il bel canto ha sempre fatto parte della sua vita e fin da piccola, in paese, faceva le sue prime esibizioni. «Avrò avuto 8 o 9 anni – ricorda – e cantavo musica lirica all’aperto. Non avevo molti amici e spesso passavo il mio tempo ai giardini pubblici, che sono vicino alla casa della mia famiglia. I paesani mi sentivano e a volte venivo chiamata nelle loro case per cantare “in pubblico”. Sono state le mie prime esibizioni».

Anche se per il lavoro di ferroviere il padre Giancarlo si dovette spostare, per Maria Luigia tornare a Bardalone è sempre stato un pensiero dominante. «Quando qualcuno mi chiede – dice lei – qual è la mia casa in Italia io rispondo che è Bardalone. Per me questo paese racconta le mie origini e il mio attaccamento alla montagna. E poi, oltre agli affetti familiari, mi sento legata al paese proprio per il mio grande amore per la natura».

«I più anziani se lo ricorderanno – continua Maria Luigia – ebbi la fortuna di conoscere Galileo Catinari, un vero maestro di vita che mi trasmise ancora di più il rispetto per la natura e per i suoi esseri viventi». E così, quando può, Maria Luigia una vista alla sua Bardalone cerca sempre di farla. L’’ultima volta è stato per le scorse festività di Natale. «Ma poi la montagna pistoiese – aggiunge – me la porto con me anche quando faccio i concerti, soprattutto per il fatto che spesso vengono ad ascoltarmi parenti o amici. E questo mi rende davvero felice. In montagna ho anche fatto alcuni concerti in passato».

Un’esperienza da ripetere al più presto. «Quando tutta questa brutta vicenda del Covid-19 sarà finita e sarà possibile, ho il forte desiderio di tornarci per fare un concerto di beneficenza ricordando i morti per Covid, e dedicandolo ad una mia parente, che lo scorso agosto è deceduta a causa di una malattia che il virus ha ulteriormente complicato. I soldi che ricaveremo vorrei donarli per la ricerca sul mieloma multiplo».

Per chi è appassionato di musica classica e volesse ascoltare il “soprano di Bardalone”, Maria Luigia registrerà un concerto al teatro Sociale di Rovigo il 25 gennaio, accompagnata al pianoforte dal maestro Antonio Artese. È un progetto che verrà trasmesso su Rai 5 nel mese di febbraio. —



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