Gioco
Il chiosco ha le carte in regola Era in funzione già nel 1905
La paziente ricerca negli archivi di un legale incaricato dall’ex gestore ha consentito di garantire alla struttura il diritto di superficie contestato
PISTOIA. Anche se non sarà direttamente lui a riaprire i battenti, una parte importante della rinascita di “Frisco” va accreditata a Pablo Biagioli, ex titolare del chiosco e “anima” del locale insieme alla madre Doriana Donati.
Quando il Comune chiuse la struttura, nel febbraio 2017, l’amministrazione contestava che il chiosco avesse il diritto di occupare il fazzoletto di terreno in piazza San Francesco su cui si trova e gli spazi adiacenti, dove per tante estati erano stati piazzati tavolini e sedie di quello che a lungo è stato l’indiscusso pilastro delle notti dei giovani pistoiesi.
I gestori caddero dalle nuvole: nessuno aveva mai contestato il loro diritto ad occupare quel pezzetto di piazza San Francesco. Nonostante le proteste e una raccolta di firme, l’amministrazione andò avanti e il locale fu chiuso. Ma Biagioli, come detto, non si perse d’animo. E l’asso nella manica fu l’incarico ad un avvocato, Alessio Baldi dello studio legale Mbm, che con infinita pazienza mise insieme le tessere sparpagliate di un mosaico il cui disegno originale risaliva addirittura al 1905. All’epoca – questo il risultato delle ricerche dell’avvocato – fu un certo Alfredo Susini a chiedere al Comune il permesso di impiantare un chiosco in piazza San Francesco. A quanto pare l’attività economica, allora, era la rivendita di giornali e altre pubblicazioni. Un’edicola, insomma.
Le ricerche di archivio consentirono poi di seguire il tenue filo rosso che, attraverso i decenni e ben due guerre mondiali, portarono l’originale permesso di inizio secolo fino ai nostri giorni. Senza mai evidenziare – questo il punto chiave – una interruzione o un ritiro dell’originale permesso.
Certo, non si trattava del riconoscimento di un diritto di superficie secondo i criteri attuali, ma in questo caso la consuetudine, basata peraltro su atti concreti, fu giudicata meritevole di tutela.
Per questo l’amministrazione comunale, alla fine del 2019, diede via libera al documento che ha concluso la diatriba tra il Comune e gli allora proprietari di “Frisco”: un “atto di accertamento contenente clausola di costituzione di diritto di superficie”, che venne approvato nel novembre di quell’anno.
Nell’atto, firmato per il Comune dal responsabile del servizio lavori pubblici Stefano Bartolini, c’è sia il riconoscimento del fondamento storico del buon diritto del chiosco a funzionare, ma anche l’atto che mette formalmente in ordine le cose, cioè la costituzione del diritto di superficie.
Da quando? Dal giorno in cui il concetto stesso di “diritto di superficie” ha acquisito cittadinanza nell’ordinamento italiano, cioè il 22 aprile 1942, data di entrata in vigore dell’attuale Codice civile.
Il Comune di Pistoia ha riconosciuto il diritto in questione per 99 anni, quindi fino al 21 aprile 2041. —
F.C.
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