La protesta
Giani alla “Cino da Pistoia” «Riaprire era necessario»
Il presidente della Regione: «Ci sono dei rischi, ma non potevamo aspettare» All’istituto è stato assegnato un finanziamento da quattro milioni in bilancio
La Toscana è stata l’unica delle grandi regioni (le altre due sono state la Valle d’Aosta e l’Abruzzo) a riaprire ieri le scuole superiori. E il presidente Eugenio Giani ha scelto proprio Pistoia per spiegare e rilanciare la sua iniziativa. «Riaprire oggi le scuole superiori – ha detto davanti all’ingresso dell’istituto comprensivo Cino da Pistoia – presenta dei rischi, lo so. Ma se funziona, è un messaggio di livello nazionale che parte dalla Toscana».
Giani si è recato ai cancelli della Cino da Pistoia, in via Ernesto Rossi, attorno alle 8, mentre gli studenti della scuola media stavano facendo il loro ingresso. Ad attenderlo, insieme ai giornalisti e alla dirigente scolastica Sarah Calzolaro, c’erano il sindaco Alessandro Tomasi, l’assessore all’istruzione Alessandra Frosini e i consiglieri regionali Marco Niccolai, Federica Fratoni e Alessandro Capecchi.
«La scuola è centrale per la vita delle nostre comunità, non può essere trattata come una Cenerentola - ha aggiunto Giani – la vera sicurezza è far vivere le nostre comunità. Tanti ragazzi non ne possono più della didattica a distanza. Per cui, quando abbiamo visto che un'opportunità c'era per riaprire, l'abbiamo sfruttata. Abbiamo deciso di muoverci, invece di rimanere in attesa».
Giani ha ricordato le misure con cui la Regione accompagna la riapertura: quattro milioni per 329 bus aggiuntivi a livello regionale (24 a Pistoia e provincia), in modo da potenziare il servizio di trasporto scolastico, e altri cinquecentomila euro per vigilantes e altro personale che deve controllare alle fermate che non si formino assembramenti e che i ragazzi abbiano tutti la mascherina e rispettino le distanze.
«Dalle prime segnalazioni che ho - ha specificato Giani - il sistema sta funzionando. Faremo ovviamente delle verifiche e, se ci sarà bisogno, adegueremo le misure».
Ma perché, per la sua prima uscita di ieri, il presidente Giani ha scelto la scuola pistoiese, che oltretutto è un istituto comprensivo e non una scuola superiore?
Il motivo è che la Cino da Pistoia è la scuola che ha ottenuto un finanziamento da oltre quattro milioni di euro (attraverso i mutui Bei) per ricostruirne ex novo una parte, dopo quest’ultima, chiusa ormai da quattro anni, sarà demolita, a causa della insufficiente sicurezza sismica. «Siamo qui – ha spiegato il presidente – per vedere direttamente quello che sulla carta si è approvato nei giorni scorsi, un progetto importante inserito nel bilancio della Regione grazie ad una positiva collaborazione venutasi a creare in consiglio. Un progetto importante, a giudicare dall’entusiasmo negli occhi della direttrice». Soddisfazione che la stessa Calzolaro, insieme al sindaco e all’assessore Frosini, hanno manifestato apertamente. «Finalmente – ha detto Tomasi – costuiremo una scuola nuova».
E poi c'è un altro motivo per la scelta della scuola pistoiese. «Cino da Pistoia – ha ricordato Giani – era un amico di Dante. Ed è significativo, quindi, essere qui all’inizio dell’anno in cui celebreremo il settimo centenario della morte del Sommo Poeta». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
