La manifestazione
La proposta per il futuro: aprire una nuova strada al posto dell’edificio
E se al posto della palazzina abusiva, vecchia ormai di vent’anni e destinata all’abbattimento, si realizzasse una strada di collegamento tra via Monte Cimone e via Gora e Barbatole?
La proposta è di un residente della zona, Alessandro Coppi, che ha pubblicato nei giorni scorsi su Facebook la sua idea, corredata da un rudimentale schizzo per descrivere il progetto.
L’idea nasce dal fatto che – come ben sanno tutti coloro che abitano nel quartiere della Chiesanuova – immettersi in via Gora e Barbatole in quella zona, a ridosso della ferrovia Porrettana, è estremamente scomodo e complicato. Bisogna percorrere via Moncenisio, che presenta, nei pressi dell’incrocio, una vera e propria strozzatura della carreggiata. E che, oltretutto, si inserisce su via Gora con un angolo molto stretto, che costringe chi vuole svoltare a destra verso viale Adua, a fare una curva a “U” scomoda e pericolosa.
E allora – argomenta Coppi – perché non realizzare una strada alternativa per collegare via Monte Cimone a via Gora e Barbatole senza andare ad incastrarsi in via Moncenisio? «La lunghezza di tale strada di collegamento – scrive Coppi – sarebbe di appena 57 metri e la larghezza del terreno, circa 18 metri, è sufficiente per mantenere un’adeguata distanza dalle proprietà confinanti».
Oltretutto «proprio quel lotto era utilizzato, in tempi remoti di cui ho personale memoria, come scorciatoia pedonale venendo da via Gora, per recarsi alla chiesa e viceversa, passando dal giardino della casa unifamiliare ivi presente (poi demolita per far posto alla palazzina attuale, ndr), passaggio gentilmente tollerato dalla proprietaria». —
F.C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
