Il Tirreno

Pistoia

resistenza e interruzione di servizio pubblico 

Sul bus con la sigaretta accesa e senza mascherina: arrestato

Massimo Donati
Sul bus con la sigaretta accesa e senza mascherina: arrestato

Il giovane ha aggredito gli agenti della polizia che sono intervenuti sul posto dopo che il conducente del Copit ha tentato invano di convincerlo a scendere

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Massimo Donati

PISTOIA. Senza mascherina e con la sigaretta accesa tra le labbra, non solo non ne voleva sapere di scendere dall’autobus ma, più volte sollecitato a farlo, ha iniziato ad inveire pesantemente contro il conducente. E quando sul posto sono accorsi i poliziotti della squadra volante, ce ne sono state anche per loro. Non solo di offese ma anche di botte, lì in mezzo alla strada e, poco più tardi, negli uffici della questura.

A finire in carcere con le accuse di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e interruzione di pubblico servizio è stato, nel pomeriggio di lunedì, Yaya Manga, 28 anni, originario del Gambia, clandestino e con sulle spalle già alcune denunce per resistenza, lesioni e reati legati agli stupefacenti.

Poco prima delle 17 di lunedì, è stato il conducente dell’autobus della linea 13 del Copit a telefonare al 113 per chiedere aiuto. E quando i poliziotti di due Volanti sono arrivati sul posto, in via Fiorentina, hanno scorto il giovane gambiano seduto all’interno dell’autobus senza mascherina. Sono saliti, l’hanno invitato ad indossarla e a mostrare un documento, ricevendo come risposta una sequela di insulti. E una volta fatto scendere, ha iniziato a colpire i poliziotti. Bloccato con non poche difficoltà, il giovane è stato portato in questura per procedere all’identificazione attraverso le impronte digitali, ma una volta lì, la prima cosa che ha fatto è stato tirare un ceffone a un agente, per poi buttarsi a terra è sbattere ripetutamente la testa contro le sedie. Immobilizzato e portato nei locali della scientifica, ha di nuovo cominciato a prendere a calci i poliziotti, per poi tirare un pugno sullo scanner per le impronte digitali, spaccandolo. Solo dopo ripetuti tentativi e con la forza, i poliziotti sono riusciti ad eseguire i rilievi dattiloscopici e ad identificarlo.

Preso atto dei precedenti di polizia e dello stato di clandestinità del giovane gambiano, il pm di turno in procura ha disposto che venisse arrestato e trasferito in carcere, a Prato, in vista dell’udienza di convalida che si terra oggi davanti al giudice delle indagini preliminari del tribunale.

Non è la prima volta che, dall’inizio della pandemia, le forze dell’ordine devono intervenire in soccorso dei conducenti dei mezzi pubblici per far rispettare gli obblighi imposti dalle normative anti contagio. Nella maggior parte dei casi, probabilmente a causa della difficoltà di comprensione della lingua, si trattava di gruppi di cittadini stranieri troppo numerosi per poter salire sugli autobus contemporaneamente per via delle limitazioni sul numero massimo di passeggeri disposte per contenere la diffusione del contagio. —

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