Il Tirreno

Pistoia

la protesta di Niccolai (Fimmg) 

«Vaccini, noi medici di medicina generale siamo stati dimenticati»

Roberto Grazzini PISTOIA.

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Toni decisi e risoluti quelli usati dal dottor Massimo Niccolai, segretario della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), il quale esprime forte risentimento per il palese disinteresse che, a suo avviso, le istituzioni preposte stanno mostrando nei confronti dei medici di medicina generale in merito alla questione della vaccinazione dei sanitari.

«La sezione Fimmg di Pistoia, nell’ottica della esecuzione della vaccinazione anti Covid 19 intende rimarcare – si legge nel testo - la propria preoccupazione nel ritardo della Regione Toscana e dell’Azienda Usl Toscana Centro nel programmare con la necessaria e doverosa precisione il piano delle suddette vaccinazioni».

«In particolare - prosegue la nota di Niccolai - si sottolinea il fatto che il sito per la prenotazione della vaccinazione della Regione Toscana abbia, almeno fino alla scorsa settimana, escluso la medicina generale come categoria sanitaria prioritaria per la effettuazione del vaccino».

«Un dato di fatto - prosegue - che, ci si permetta di dichiarare, rappresenta uno schiaffo morale per un'intera sfera professionale che dall’inizio della pandemia è stata esposta ad alto rischio ed ha purtroppo fatto segnare, fino ad oggi, circa il 50 per cento dei decessi tra il personale medico, primo baluardo di interfaccia fra il virus e la popolazione. Di conseguenza è innegabile l'enorme disagio di tutta la categoria a partire dall’assistenza primaria, passando per la continuità assistenziale, con un particolare riguardo per i medici delle unità speciali di continuità assistenziale (Usca), ai quali è stato prospettato di effettuare la vaccinazione agli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali (rsa) senza peraltro averli prima sottoposti nella fattispecie al vaccino di protezione».

«Crediamo fermamente nel nostro impegno nella lotta al Covid 19 – conclude il segretario della Fimmg - e riteniamo sia un nostro diritto inalienabile essere immunizzati con le stesse tempistiche e con le stesse modalità delle altre categorie impegnate nel contrasto a questa pandemia che ha così messo a dura prova tutto il sistema sanitario nazionale».

Un diritto inalienabile «nell’ottica stessa dell’interesse dei cittadini». —



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