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Nel pc migliaia di foto di abusi su bambini e neonati: arrestato

Fabio Calamati
Nel pc migliaia di foto di abusi su bambini e neonati: arrestato

L’indagine è partita dagli Usa, scoperto un 43enne della provincia di Pistoia. L’accusa: l’uomo usava il web anche per adescare minori e scambiare immagini

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PISTOIA. In una sola delle memorie del computer in suo possesso, gli agenti della polizia postale hanno trovato un vero e proprio diluvio di immagini pedopornografiche: circa 3.500 immagini e 540 video. Immagini di bambini, adulti e bambini insieme in atteggiamenti di natura sessuale, persino neonati, sottoposti ad abusi e violenze.

Ma l’uomo, un 43enne abitante in provincia di Pistoia, non si limitava a collezionare immagini proibite. Utilizzando un programma per scambiarsi messaggi istantanei, Telegram, adescava bambini fino a sei anni di età. Addirittura erano tre i “profili” (cioè le identità, ndr) con cui l’uomo era attivo attraverso quel canale. Il materiale così ottenuto veniva poi scambiato con altri utenti, sempre attraverso internet, su chat riservate, ma anche utilizzando un programma molto diffuso come Whatsapp.

Per tutto questo l’uomo (del quale gli inquirenti non hanno divulgato il nome) è stato arrestato in flagranza di reato dalla Polizia postale con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico. Il provvedimento è stato firmato dal sostituto procuratore di Pistoia Luigi Boccia, che ha disposto per l’uomo la custodia cautelare nel carcere di Prato.

L’inchiesta è stata condotta dagli investigatori della polizia postale e delle comunicazioni di Firenze e della sezione di Pistoia, coordinati dalla pm della procura di Firenze Ester Nocera.

L’attività di polizia giudiziaria è partita da una segnalazione del maggio 2019, proveniente da un’organizzazione non governativa statunitense. Avevano individuato un utente del programma di messaggeria istantanea della società canadese Kik, che su varie chat aveva caricato e condiviso diverse immagini e video di natura pedopornografica. Le ricerche hanno consentito di appurare che le segnalazioni erano corrette.

Risalendo di contatto in contatto, gli investigatori sono giunti ad individuare il 43enne pistoiese, stabilendo che l’utenza telefonica e il telefonino utilizzato per le connessioni alle chat da cui era partita l’indagine erano da ricollegare proprio a lui.

A quel punto sono scattate le perquisizioni, anche informatiche, sugli strumenti a disposizione dell’uomo. E gli investigatori hanno trovato proprio quello che cercavano: una quantità enorme di materiale pedopornografico, ma anche concrete tracce dell’attività in rete del pistoiese, compresi i tentativi di allacciare rapporti con bambini in tenera età.

Complessivamente, al 43enne sono stati sequestrati diversi telefoni cellulari, tre hard disk, un computer portatile e un tablet. Tutto materiale che adesso viene passato al setaccio dagli esperti della polizia postale, impegnati adesso a ricercare ulteriori prove informatiche a carico della persona arrestata, ma anche a verificare il coinvolgimento di altre persone nelle attività illecite basate sull’acquisizione e lo scambio di immagini pedopornografiche. Insomma, da questo punto di vista le indagini sulla vicenda sono tutt’altro che concluse. 
 

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