Toscana
Coldiretti Pistoia dona cinquemila pacchi di pasta ai cittadini bisognosi
Il presidente Fabrizio Tesi «A livello nazionale è la più grande distribuzione di cibo mai realizzata dagli agricoltori italiani»
pistoia. Un dono per le famiglie bisognose nell’ambito del “Natale di solidarietà di Coldiretti” promosso in collaborazione con Campagna Amica. Un dono importante specie in quest’anno di emergenza sanitaria che è diventata emergenza economica e poi sociale.
Sono stati consegnati ieri mattina da Fabrizio Tesi e Simone Ciampoli, presidente e direttore di Coldiretti Pistoia, più di cinquemila pacchi di pasta fatta con grano 100 per cento italiano, distribuiti ad enti ed associazioni della provincia da Coldiretti Pistoia. In totale oltre 2.500 chili di solidarietà che gli agricoltori hanno donato alle famiglie meno fortunate della provincia attraverso la Parrocchia di San Biagio in Cascheri, l’Ente Camposampiero Onlus, la Cooperativa Arkè, la Misericordia di Uzzano, la Caritas Pistoia e Raggi di speranza in stazione Onlus.
L’iniziativa – spiega Coldiretti Pistoia – ha carattere nazionale e prevede la distribuzione in tutta Italia di pasta, formaggi, salumi, conserve di pomodoro, farina, vino e olio 100 per cento italiani, di alta qualità e a chilometri zero in dono dagli agricoltori di Coldiretti ai più bisognosi.
«Si tratta – spiega Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia – della più grande offerta gratuita di cibo mai realizzata dagli agricoltori italiani per aiutare a superare l’emergenza economica e sociale provocata dalla diffusione del coronavirus e dalle necessarie misure di contenimento».
«Le iniziative solidali sono tanto più importanti nella situazione attuale – osserva Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Pistoia – considerato che l’avanzare dell’emergenza coronavirus negli ultimi tre mesi ha fatto salire di oltre un milione, a livello nazionale, il numero di nuovi poveri che hanno bisogno di aiuto anche per mangiare, per effetto della crisi economica e sociale provocata dalla pandemia e dalla conseguente perdita di opportunità di lavoro».
«Una catastrofe sociale senza precedenti dal dopoguerra – continua il direttore dell’organizzazione agricola –, una catastrofe contro la quale è importante garantire interventi anche sul piano alimentare a chi si trova in difficoltà». –
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